Leitmotiv – A tremula terra

recensione-leitmotivA tremula terra” dei Leitmotiv è uno di quegli album che al primo ascolto ti lasciano perplesso : in equilibrio fra pop e folk, attrae con melodie orecchiabili e testi vagamente surreali, ma senza convincere del tutto.

Man mano che lo si riascolta emergono però le peculiarità nascoste e si riesce a mettere a fuoco la reale bellezza di questo lavoro: le contaminazioni musicali ma anche linguistiche che intrecciano francese e dialetto meridionale, rock e canzone popolare; l’uso di strumenti insoliti come il sitar, l’ukulele e il mandolino, che infondono retrogusti esotici ai singoli brani. La caratteristica che sorprende maggiormente sono però gli arrangiamenti, originali, complessi e molto curati.

Ogni brano è un mondo a parte, un intreccio di stili e influenze differenti: questo rende l’album un insieme vario ed equilibrato, che non tradisce cali di qualità. Il brano cardine è “Specchi”, un’oasi acustica e introspettiva che divide i brani iniziali, leggeri e giocosi, da un finale più misterioso e sfuggente.

 

http://www.youtube.com/watch?v=FvxUwRj8Azo

Disco: Johnny Marr “The Messenger”

recensione disco johnny_marr_the massengerPrimo disco solista di Jonny Marr……. seriamente?? Si in questi anni solo e solamente collaborazioni con The The, Modest Mouse, Cribs, Electronic e altri che sicuramente mi mancano. Per chi si aspetta un disco alla Smiths rimarrà deluso però consiglio di non abbandonare l’ascolto. Forse troverete in “European me” gli smiths ma il disco gira nelle coordinate di un rock -pop molto godibile e in qualche occasione ballabile. Marr sembra che abbia voluto fare un concentrato degli ultimi 10  anni di ascolti della propria terra , Franz Ferdinand, Cribs, Strokes naturalmente mettendo il proprio marchio…. o forse sono gli altri a mettere il marchio Johnny Marr?

Live: Motel Connection @ New Age Club (1.03.2013)

recensione-motelconnection@newageclub(1.03.2013)Una serata, quella del primo marzo al New Age di Roncade (TV), dove la musica electro house si è “travestita” da live trasformando un dj set in un concerto: questa è la formula vincente dei Motel Connection.
Anche stavolta la band non delude, scatenando il numeroso pubblico che balla e salta tutte le tracce che il trio propone.
Se è ovvio che il frontman del gruppo sia Samuel (voce dei Subsonica) che con la sua splendida e inconfondibile voce riesce a calarsi alla perfezione nelle sonorità electro house dei Motel, è altrettanto inconfutabile che il motore trainante e inarrestabile sia Dj Pisti, che con i suoi movimenti convulsi sembra quasi attaccato da continue scosse elettriche che gli fanno seguire i bpm con l’intero corpo; il tutto enfatizzato ancor più con i colpi di crash dati ad hoc per scandire le ritmiche sempre sostenute ma dalle sonorità morbide.
Insomma ross e giulian concordi… “Impossibile star fermi”!

Live: Nobraino @ New Age Club (22.02.13)

recensione-nobraino

Chi partecipa ad un evento dei Nobraino non assiste solo ad un concerto di musica.
Fin dalla loro uscita sul palco, la scelta degli abiti di scena, la continua ricerca di un contatto col pubblico, la voce dura a scandire i testi, incantano i presenti in una performance fortemente teatrale e non convenzionale.

La formazione della band si presenta al completo: Lorenzo Kruger (barba incolta e capelli ricresciuti dopo la celebre performance della band al concerto del Primo Maggio a Roma dove si taglió i capelli a zero durante l´esibizione) alla voce, Néstor Fabbri alla chitarra, Bartok al basso, il Vix alla batteria, David Jr. Barbatosta che alterna la tromba e la chitarra acustica.

Il concerto si snoda tra i pezzi del loro ultimo album, il quarto, e, via via, una carrellata di quasi tutta la loro discografia per un concerto durato oltre 2 ore, caratterizzate da un´energia costante e momenti inattesi e sorprendenti: Kruger scende spesso dal palco, si mescola al pubblico, microfono alla mano, cerca e trova nuove scenografie nella sala del New Age, dal banco del bar alla console del DJ, ravviva piú volte il pogo, si lascia trasportare a braccia dai ragazzi in platea.

Il clou arriva al momento de “Il Mangiabandiere”, il pubblico canta e si identifica, Nobraino e i fans si toccano: una complicitá che raggiunge l´apice, ma che é presente ogni singolo istante.
Kruger, alla fine del concerto, ringrazia per il coinvolgimento di un pubblico che, seppur non troppo numeroso, é appassionato ed energico, conosce la band, li stimola ad ogni cambio di brano, ed alla fine torna a casa soddisfatto, felice e sazio.

Una serata fantastica, grazie allo spirito dei Nobraino, e ad una location non dispersiva, che dimostra quale sia la differenza tra assistere ad un concerto e parteciparvi.

Dischi: Tre allegri ragazzi morti, NEL GIARDINO DEI FANTASMI

DISCHI TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI, NEL GIARDINO DEI FANTASMILa Tempesta dischi, 2012

Era la sera della Tempesta, è la tempesta del Rivolta, un habitat tra i più consoni alla Tempesta.

E’ lì che ho sentito per la prima volta i pezzi de “il giardino dei fantasmi”. I TARM hanno suonato davanti a un pubblico pigiato e canterino, ansioso di sentire le loro ultime novità.

Si sono presentati a noi con dei bellisimi nuovi costumi, che ritornano nel libretto del cd. Toffolo è inglobato in un mucchio di pelo, un mostro libero, buono e pericoloso nella sua estraneità al mondo che lo circonda.
Considero i TARM dei puri, gente che non ha mai tradito il suo spirito, non per un’impostazione particolarmente battagliera, ma perché il loro modo di essere è più forte di qualsiasi convenzione.

I testi di Toffolo costruiscono personaggi con la creta della quotidianità, li vestono delle loro vicende a tinte forti, spogli di ogni convenienza e liberi nei loro tormenti, nei loro sentimenti.

La canzone che secondo me descrive bene lo spirito del gruppo e dei ragazzi morti che li seguono è il Canto 3, La fine del giorno. “Non potete non capire, tutto intorno lo dice…” Dice cosa? Che le regole che avete imposto e che continuate a imporre (…) non valgono più. Avete sbagliato, bisogna ricominciare tutto, da qui. Abbandonare la giostra del talento, condividere quello che facciamo e quello che otteniamo, essere solidali tra noi, amare.

“Il nuovo ordine” ripete la canzone, “nessun ragazzo sulla strada”. E’ il nuovo ordine? Non lo seguiremo, lo sapete: non ci vedrete, ma saremo sulla strada. Questo sento dietro il giro reagge della canzone.

All’uscita del nuovo album, la band ha parlato di riferimenti alla musica popolare e di un omaggio a My life in the bush of gosths (Brian Eno e David Byrne). Confesso che questi
rimando li ho intuiti solo a seguito della loro dichiarazione di intenti, il sound mi sembra infatti segua il sentiero di Primitivi del futuro (La tempesta dischi, 2010), sulla scia della collaborazione con Paolo Baldini.

Il suono più ricco è dovuto alla prima volta della band con strumenti come l’ukulele, il mandolino e il balafon. Di questo Nel Giardino dei fantasmi (La Tempesta dischi, 2012) possiamo elencare numerose collaborazioni: Giulio Frausin (Mellow Mood e The Sleeping Tree), i Mellow Mood, lo stesso Baldini e molti altri.

La creatività a 360 gradi del gruppo rende questo album vario e non ripetitivo rispetto al precendente.

Il libretto, per esempio, non contiene testi, ma ogni canzone è rappresentata dalla foto del suo fantasma. Si tratta di costumi e personaggi creati dall’artista Canedicoda. La teatralità è sempre stata un elemento fondamentale per il gruppo: durante la loro carriera li abbiamo visti mascherati in modi diversi sul palco e nei video.

Il video de “La mia vita senza te” è ballato con il linguaggio dei segni LIS (la lingua dei sordomuti): anche in questo i TARM ci danno un segnale forte che la loro vena artistica va oltre l’estetica dei suoni e delle parole, ma sa conivolgere con naturalezza aspetti dimenticati dai più, ma quotidiani per molti.

Questo album gratifica le aspettative dei fan di sempre e regala un ascolto ricco di spunti per chi sente per la prima volta il trio di Pordenone, ma quello che vi consiglio e di non perdere i loro live, dove davvero potrete vivere l’atmosfera colorata e creativa

della band dalla capitale italiana del rock’n’roll.

Live: Tre Allegri Ragazzi Morti @ New Age Club [16.02.2013]

photoEntrati al New Age Club ci siamo immersi in un mare di “Allegri Ragazzi Morti” che dotati della caratteristica maschera d’ordinanza attendevano con ansia l’esibizione dei guest della serata.

Ottimo il ritorno sui palchi della band pordenonese per presentare il loro ultimo lavoro “Nel giardino dei fantasmi”.

Uno show accattivante nel quale vengono mischiati con grande abilità brani del repertorio “classico” e repertorio promozionale dell’ultimo album.

Una menzione speciale va fatta all’esecuzione di “La mia vita senza te” che è stata accompagnata da una ragazza che ha tradotto il testo il lingua LIS (lingua dei segni italiana) ricordando il video che gli stessi TARM hanno realizzato con la regia di Andrea Guara.

Il pubblico si scatena, come al solito, nel momento in cui Davide Toffolo annuncia la falsa fine del concerto (“il mondo è ingiusto e il concerto è finito” ndr) a suon di fragorosi vaffa che vengono accolti dal frontman del gruppo con entusiasmo e ai quali risponde con la prosecuzione dello show.

In totale quasi due ore di musica dalle tante sfumature stilistiche, ad esempio il precedente lavoro dei TARM “Primitivi dal futuro” aveva delle sonorità spiccatamente dub e reggae, e dai testi ricchi di significati. Una band, quella dei Tre Allegri, che sa sempre reinventarsi e sperimentare mantenendo però ben presente qual è il loro marchio di fabbrica ben sapendo da dove vengono e dove vogliono andare. Principio importante almeno nel panorama underground italiano che si discosta qualitativamente in meglio rispetto a ciò che viene proposto dagli artisti che si ascoltano quotidianamente nelle radio nazionali.

Chiudiamo come da social network con un “mi piace” unanime da parte nostra e credo di tutti i presenti alla splendida serata “bacetti e rock ‘n’ roll” proposta dal New Age!

Ross & Giulian.

Recensione: Sigur Rós (Jesolo)

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18/02/2013 – PALA ARREX, JESOLO

La prima volta che li vidi,fu al Perfect Day festival il settembre scorso.Da quella volta decisi che sarei andato a vederli ogni volta che ne avrei avuto possibilità.

Il punto è che,i Sigur Rós,sono uno di quei rarissimi gruppi che dal momento in cui salgono sul palco è come se aprissero un cancello invisibile,che per due ore ti porta in un mondo fatto solamente di emozioni.Non importa quanto tu li abbia ascoltati o quante volte li abbia visti.Il risultato non cambia!

Un gruppo Rock è una macchina ritmica. Un corpo elettrico, con un cervello, un cuore, un’anima. La macchina produce onde sonore, mixate e trasmesse attraverso terminali nervosi al sistema di amplificazione. Ora, con i Sigur Ros tutto questo viene portato avanti alla perfezione, millimetricamente, sino al finale, più di ogni altra band che io abbia mai visto e ascoltato in concerto. Gli islandesi prendono tutti i film della loro carriera iniziata nel 1999, li rimescolano, rovesciano, sintetizzano e ricompattano sino a crearne un continuum di potenza devastante. Quasi tutti si attendevano l’esecuzione di molti pezzi del nuovo “Valtari”, invece sono stati il secondo album, “Agaetis Byrjum” e il terzo “Svigaplatan” (titolo a significare il nulla fra due parentesi) a costituire l’ossatura del concerto.

La musica di Jonsi Birgisson e compagni sfugge a qualunque definizione:è rock, perchè ci sono le chitarre distorte e le cavalcate di basso e batteria,sinfonica per la presenza delle sezioni fiati,archi e l’approccio corale ai brani,ma nello stesso tempo è anche psicadelia pura,di quella che non si sente più dagli anni 60,di quella che ti fa chiudere gli occhi,dimenticare qualsiasi problema e volare.

I Sigur Rós sono saliti sul palco verso le 21:40.Nonostante l’apporto fondamentale di ogni singolo membro del gruppo, Jónsi, con l’immancabile archetto per pizzicare la Fender, è il leader della formazione islandese anche sul palco. In termini prettamente musicali, la band ha proposto soluzioni che solo chi ha totale padronanza dei propri mezzi e controllo dell’emotività del pubblico può affrontare in scioltezza.

Un concerto di due ore dove hanno eseguito le loro hits(se cos’ si posono chiamare),da Lúppulagið a Sæglópur,da E-bow a Svefn-g-englar,passando per il momento più toccante della serata,quando la folla è letteralmente impazzita dalle note iniziali di Hoppipolla.

Tutto splendito,tutto alla massima qualità,ma secondo me,il loro vero capolavoro è la canzone con cui solitamente chiudono i loro concerti “Popplagið”,paragonabile solo ai PInk Floyd di Ummagumma. 15 minuti di puro viaggio con un testo in una lingua inesistente.

Uno delle migliori live band esistenti,senza dubbio!

Alberto Gardonio

Dischi: Plan De Fuga – Love in PDF

recensioni plan-de-fuga-love-pdfDopo tre anni dal primo disco i Plan de Fuga escono con nuovo ed interessantissimo album : Love in PDF. Il packaging del disco è formato da un cd, un libretto di 40 pagine ed un dvd.
Il disco è di altissimo livello, melodie accattivanti, suono potente. Ballate e british rock si alternano senza mai annoiare. Si parte con la bellissma Touchè, si prosegue con la potente Make It.  Molto interessanti anche Better4me e Not Ordinary.
Si arriva al singolo Head Games, forse il brano + indovinato dell’intero disco. Seguono la riflessiva On Your Own, THe Crowd Artist e the Jump. Chiudono l’album la morbida That Stands Around e Violence.

Il dvd allegato contiene un videoclip quasi per ogni canzone che vengono uniti per fare un corto molto ben riuscito.

Lavoro eccelso, come ne capita di avere pochi sottomano. Musica di livello elevatissimo, cura dei dettagli maniacale.
Mi capita molto raramente di non riuscire a togliere un cd dall’autoradio. Questo è uno di quelli.
Da seguire con moltissima attenzione.

Voto : 9

 

Benny Benassi

Benny Benassi al Today
di San Biagio di Callalta il 23_12_2012
Pur consapevoli di ciò che si dice tra gli
appassionati di musica live ovvero “quando
qualcuno nel mondo dice che un dj suona un
musicista muore” ci permettiamo di recensire
brevemente l’esibizione del dj\producer Benny
Benassi tenutasi il 23 dicembre scorso alla
discoteca Today di San Biagio di Callalta (TV).

Sicuramente la proprietà del locale può star contenta perché
a seguire il set erano presenti un vero e proprio mare di spettatori (come
potete vedere dalla foto sotto). Poche parole da parte di Benassi, qualche
saluto in un paio di occasioni. Molto lo spazio lasciato a una selezione
sicuramente spinta con pezzi di un grande tiro, poche pause seguite da una
pacca violenta di suono. Caratteristica ripetuta i brani di tendenza dubstep
che hanno arricchito la scaletta e che hanno chiarito che anche Benny si è
adattato alla tendenza dal momento. È su questo il nostro pare si è diviso:

Giulian “a me la cosa piace, penso che abbia permesso un arricchimento del
set con un ancor maggiore impatto sulla gente”
Ross “se accendo il forno come base e ci aggiungo il frullatore, il fax e una
stampante rotta, con ogni tanto la Campanella del microonde che suona,
allora faccio una canzone dubstep pure io”. Fa cagare..”
Insomma… Questione di gusti…
Una nota sulla location, veramente bella anche se nell’occasione sarebbe
stata gradita la fornitura di una bombola d’ossigeno procapite per evitar
l’asfissia da sovrappopolamento… Good music

Ross & Giulian