KETTY PAGE – L’unicità è una questione di carattere

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Eravamo partiti con parlare di tutt’altro poi ci siamo resi conto che davanti avevamo una donna eclettica e con le idee molto chiare quindi abbiamo approfittato per portare NERO in un universo di sensazioni impresse sulla pelle come tatuaggi  in stile orientale e nella femminilità più pura e colorata… che graffia lo spirito per rivendicare la propria unicità e la bellezza della diversità.

1. Cosa centrano le Anguanas con le Pin-Up? Possiamo dire che sei felicemente influenzata dall’America che fu? (domanda per rompere il ghiaccio e per farci sembrare meno seriosi…)

Le Anguane sono creature mitologiche dei boschi italiani del nord-est, rappresentano la femminilità nella sua veste più selvaggia, indomita e libera mentre le Pin Up sono l’emblema della donna procace, ammiccante e sorridente, sex symbol degli anni 50…
Dentro di me convivono entrambe queste due figure femminili che rappresentano il mio spirito più combattivo e ribelle come giocatrice di Roller Derby nella squadra delle Anguanas di Vicenza e il mio amore per il vintage, le curve e il fascino delle donne del passato.

2. Essendo fortemente appassionati di musica c’interessa anche un’altro dei tuo volti artistici…cioè quello di cantante! (ma quante cose fai?..noi a malapena riusciamo a portare avanti questa rubrica senza litigare tra di noi…)
La musica è sempre stata una parte importante della mia vita! Ho scoperto quanto fosse fantastico e così naturale per me stare sopra ad un palco e cantare in pubblico da quando ero piccola…mi sono avvicinata a diversi generi e ho fatto varie esperienze negli anni! Oggi sono la cantante del gruppo rockabilly Ketty & The Middle Tones e la frontwoman dei supErba con cui sto lavorando alla stesura dei testi per la realizzazione del nostro secondo album di rock inedito.
Dici che faccio tante cose? Sì è vero, ma la musica è nel mio dna e non mi sono mai fermata nemmeno mentre aspettavo il mio primo figlio: Leonardo nel mio pancione mi accompagnava ai concerti e mi seguiva nei primi esami del corso di musicoterapia che sto frequentando.

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3… e per quanto riguarda il BURLESQUE ? se qualcuno lo associasse al mero esibizionismo ed alla volgarità! che cosa risponderesti?  (allora…non siamo catechisti timorosi e neanche catechisti in generale ma anticipiamo eventuali critiche “perbeniste” … cercando anche di capire a chi e rivolto e chi lo pratica)….
con i Ketty & The Middle Tones ho creato il mio personaggio burlesque: una donna genuina, simpatica e autoironica….questo è il mio burlesque! Ovvio che una dose di esibizionismo fa parte del gioco ma la volgarità lasciamola a chi confonde l’arte dello spogliarello con il porno.
E c’è di più! Il burlesque puó andare al di lá dello show e diventare una sorta di liberazione e di riscoperta della propria femminilità, un percorso di autostima rivolto a tutte le donne che desiderano ritrovare il piacere e la sicurezza di dialogare con il proprio corpo.
Proprio su queste basi stiamo costruendo il nuovo progetto italiano Burlescanza: un nuovo approccio al Burlesque per scoprire il proprio potenziale seduttivo attraverso temi importanti come il benessere psicofisico e la salute sessuale in collaborazione con Rosso Limone Srl.
L’obbiettivo per questo 2016 è di organizzare corsi/percorsi di consapevolezza, femminilità e autostima legate allo studio del Burlesque e della Biodanza.

ketty 34.Tastando il polso freddo di questa società (freddo perché secondo noi morta da un ventennio di TV dozzinale e falsi miti su “un certo tipo di donna” plasmata su colpo grosso, drive-in, veline varie e corpi rifatti) come pensi ne esca la figura femminile? Perché il burlesque non deve essere confuso con questi spettacoli? (domanda di ampio respiro ed una vista su un orizzonte tetro…probabilmente!)  
Al giorno d’oggi, grazie alla comunicazione di massa che diffonde un’immagine standard di donna dal corpo perfetto e senza tante censure, è facile cadere nella banalitá e nella volgaritá! Oltre ad alimentare i pregiudizi maschili, le donne che subiscono questo bombardamento mediatico perdono fiducia in se stesse e non si sentono mai all’altezza.
Ma si tratta di modelli forvianti che tendono ad azzerare l’unicitá dell’essere e la bellezza della diversitá!
In Italia ammetto che non è facile come concetto come nel resto d’Europa ma il burlesque vuole invece promuovere un aspetto più complesso la femminilità!
Si parla di recitazione coreografata su basi musicali accuratamente selezionate con alle spalle un prezioso lavoro di ricerca e preparazione, uno spettacolo satirico che fonda le sue radici nel passato e che oggi rivive un momento di grande popolarità adattandosi al tempo moderno ma pur sempre mantenendo quello stile originale e quel sapore “burlesco” per cui il corpo della donna non rappresenta un banale oggetto sessuale ma l’espressione artistica di una performer.

5. (avremmo ancora tanto da chiedere perché siamo proprio entusiasti di scardinare idee  grazie a menti lucide come Ketty..ma il tempo stringe..perciò finiamo in maniera scanzonata …) Hai in mente un’altro tatuaggio da farti? Come sta Sissy la Muerte?
Tatuaggi? Certo! Ora che ho finito il periodo di allattamento posso dedicarmi alla decorazione del restante 50% del mio corpo….sempre fedele allo stile giapponese che adoro!…e Sissy La Muerte sta alla grande!
Stiamo lavorando alla realizzazione di un nuovo show: musica, magia e ovviamente burlesque!

Ormai ci abbiamo fatto una felice abitudine ma ogni volta, grazie al pretesto di NERO, conosciamo persone vitali con energia e luce negli occhi…è una gran gioia…ci fermiamo a pensare che forse questa nostra generazione non avrà una rivoluzione culturale chiassosa come nel ’68 (per alcuni de il bianco delle ossa anche discutibile nella forma) ma vi sono piccoli frammenti che danno speranza per un futuro con uno sguardo libero…quindi il consiglio è di seguite Ketty Page nel suo pellegrinaggio culturale….

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Live – Escape the Fate + guests @Deposito Giordani (6.2.2016)

escapethefaterecensioneLe considerazioni circa questo concerto sono agli antipodi, ma procediamo con ordine.

Il primo gruppo ad esibirsi sono stati i neozelandesi Like a Storm. Voci non male, ma non sempre precise, sound carino con qualche sentore di plagio qui e là. Insomma, una band piuttosto facile da ascoltare che però allo stesso tempo non trasmette granchè. Per la prima volta ho visto suonare un didgeridoo e i ragazzi sono riusciti ad integrarlo bene con il resto degli arrangiamenti inserendo così un elemento di novità.

La serata prosegue con i Fearless Vampire Killers (FVK). I ragazzi sembrano essere stati proiettati nel 2016 direttamente dal 2006, epoca d’oro degli emo kids. A parte il batterista che è un omaccione dai capelli lunghi e dalla folta barba.
Tralasciamo il mero aspetto estetico e parliamo di quello musicale. Non avendo mai sentito nulla della band sono andata a cercare i loro video per ascoltare le versioni studio dei pezzi che hanno eseguito sabato sera. Beh, quantomeno le versioni studio sono ascoltabili, al contrario quelle live sono state davvero scadenti. Tanta confusione per nulla, perché purtroppo io ho sentito solo confusione.
La vera svolta della serata arriva quando salgono sul palco i New Year’s Day, capitanati da Ashley Costello, cantante della band. Ashley è davvero brava, ha una voce potente e un atteggiamento vincente e sono ben felice di dire tutto questo perché è difficile vedere una cantante donna in gruppi di questo tipo.
La band si presenta benissimo eseguendo diversi pezzi tratti dall’ultimo album “Malevolence” uscito lo scorso ottobre. Riempiono il Deposito con il loro suono energico e un’ammirevole precisione nell’esecuzione.

Quando si accingono a suonare Angel Eyes spunta sul palco anche Craig Mabbit per “sostituire” l’assente Chris Motionless, anche se l’effetto non è proprio lo stesso. Però dai, apprezziamo lo sforzo e la simpatia del gesto!
Alla fine arrivano gli Escape the Fate, band che ha segnato la mia adolescenza e che non avevo mai avuto occasione di vedere live.

Aprono a tutto gas con “Just a Memory” il singolo estratto dal loro ultimo album “Hate Me”. Anche loro, ovviamente, promuovono diverse tracce provenienti da questo ultimo lavoro, ma ad un certo punto rimango spiazzata nel sentire “Ashley” uno dei brani contenuti nell’album del 2008 “This War is Ours” che ha segnato l’entrata nella band di Craig Mabbit. Rimango ancora più basita quando suonano “Something”. È stato come tornare diciassettenni in un secondo.
È sempre brutto quando dopo tanti anni si riesce a vedere una band della quale si è fan e il live è una ciofeca, ma in questo caso gli Escape the Fate non hanno deluso le mie aspettative e ne sono contenta e sollevata.

I suoni sono puliti e ben amalgamati, Craig regge bene il palco e pure la voce, si vede che sono coesi ed hanno ancora voglia di spaccare tutto.

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Suede – Night Thoughts

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Gli Suede sono tornati : riunitisi qualche anno fa, dopo 10 anni di silenzio, escono con un concept album che segue “Bloodsports” del 2013.
Il suono è quello di un disco degli Suede : archi e chitarre gloriose con la voce di Brett Anderson potente e severa.

“Night Thoughts” è un disco che gli Suede avrebbero potuto scrivere nel 1994 : amore, violenza e melodramma, un pò più oscuro e meno pop di quella serie di dischi che, dalla metà dei 90, li fecero diventare delle icone in tutto il mondo.

Il disco inizia con “When you are young” un pezzo intenso e disperato, con un lunghissimo intro di archi e prosegue con “Outsiders” il primo singolo del disco.  “Thrown like two winter roses into a broken vase”  recita il racconto dell’inizio della storia dei due sfortunati amanti che sono il filo conduttore di tutto il disco. Tutto “Night Thoughts” è un ritratto di una passione conflittuale, ritratto dove la voce di Anderson è un perfetto veicolo di un imperfetto amore. L’intensità di questo dolore è molto marcata in brani come ‘I Can’t Give Her What She Wants’ and ‘Like Kids’ consumati e strazianti  A volte più cinematico che brit pop, come nel caso di “Pale Snow” il disco arriva alla tragica chiusura con “the Fur and the Fathers”.

Un disco non facile, a volte un po’ barocco ma dal sapore agrodolce, molto maturo e, anche se a volte forzatamente melodrammatico, veramente molto bello : una perfetta rinascita artistica

 

Subsonica – 20 Febbraio @ Rivolta (VE)

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Dopo oltre 7 anni i Subsonica tornano ad esibirsi nella dimensione dei club con uno nuovo spettacolo ancora più coinvolgente, a stretto contatto con il pubblico.
Per l’attesissimo ritorno i Subsonica proporranno un concept speciale: il racconto della loro storia musicale dalla metà degli anni ’90 ad oggi attraverso tre brani di ognuno dei sette album. Una narrazione cronologica e intima che prevederà anche la presenza in scaletta di brani insoliti che i fan durante i concerti reclamano da tempo. E il finale sarà a sorpresa.
Il club tour arriva dopo lo straordinario successo del tour estivo che ha visto i Subsonica protagonisti assoluti dell’estate live italiana con oltre 100.000 spettatori complessivi. Un regalo che la band ha voluto fare a tutti coloro che hanno condiviso l’energia dei loro concerti.

Dream Theater – 20 marzo @ Trieste

Dopo il sold out delle due date al Teatro Arcimboldi di Milano, i Dream Theater faranno tappa a Trieste domenica 20 marzo, presso il Teatro Rossetti. Per l’occasione la band progressive metal eseguirà dal vivo l’utimo album “The Astonishing”, uscito il 29 gennaio scorso.
I biglietti sono in vendita a partire da martedì 2 febbraio, per Azalea Promotion.

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Adriano Viterbini + Tre Allegri Ragazzi Morti

La profezia si è avverata: Tre allegri ragazzi morti diventano Cinque!
Tre allegri ragazzi morti hanno invitato Adriano Viterbini (chitarrista dei Bud Spencer Blues Explosion che ha da poco dato alle stampe l’incredibile album solista Film|O|Sound) a registrare la sua chitarra magica nel loro nuovo disco intitolato INUMANI […]. L’intesa è stata così forte che Adriano sarà anche sul palco con Tre allegri ragazzi morti per il tour di presentazione del disco, diventando ufficialmente il quinto allegro ragazzo morto.”

Così dicono i Tre Allegri Ragazzi Morti e c’è proprio da credergli: Adriano Viterbini, dopo aver partecipato alle registrazioni di “Inumani”, ultimo album della band pordenonese atteso per l’11 marzo,  prenderà parte anche al tour di presentazione dell’album, esibendosi dal vivo con il gruppo nelle date finora annunciate.

tour tre allegri ragazzi morti

 

 

The Vaccines – 11 Marzo @ New Age

The Vaccines tornano in Italia per il tour dell’ultimo album “English Graffiti”, uscito a maggio dell’anno scorso.
La band indie rock inglese ha esordito nel 2011 con “What did you expect from The Vaccines”, album vincitore di un NME, al quale è seguito “Come of age” con cui hanno raggiunto i vertici delle classifiche inglesi.
Due le date italiane: venerdì 11 marzo al New Age di Roncade (TV) e sabato 12 marzo al Fabrique di Milano.

the vaccines english graffiti

“Nel Paese dei Coppoloni” il nuovo atteso progetto di Capossela

Sono andata a vedere il nuovo atteso progetto di Capossela, in una freddissima serata del nordest nonostante ciò Cinemazero la sala era soldout, immagino tutti con l’aspettativa di ascoltare gli inediti che faranno parte del nuovo lavoro discografico di Vinicio Capossela “Canzoni della Cupa” la cui uscita è prevista per il 2016. 

“Il paese dei Coppoloni” è un libro (Feltrinelli 2015), un tour (io ho avuto la fortuna di vederlo a San Daniele del Friuli) e adesso è anche un film del regista Stefano Obino, che ha già lavorato con Vinicio in occasione del reportage “Secondo me” realizzato per LaEffe.

I Coppoloni, spiega Vinicio, “…sono gli abitanti del paese di Cariano, investiti di un’aura divina perché situati in alto, più vicini al cielo ma anche alle intemperie, e perciò costretti a coprirsi bene la testa.

Vinicio viandante, o “camminante” come  preferisce definirsi, in Alta Irpina, la terra di origine dei suoi genitori, cerca di conoscere se stesso attraverso gli incontri che gli offre la vita.

 “Conosci te stesso attraverso gli altri” dice Vinicio o come recita il titolo di un album di un suo omonimoVinicius de Moraes : “La vita, amico, è l’arte dell’incontro”. Bellissima è l’immagine di lui che lungo i binari di una linea dei treni abbandonata avanza portando sulle spalle un fascio di legna, sembra un angelo con le ali.

Il Vinicio nazionale è un raccontastorie moderno, o uno storyteller come va di moda adesso; è lui che ci accompagna nel paese dei coppoloni, tra trivelle petrolifere e case abbandonate, pale eoliche e vecchie ferrovie, boschi, animali selvatici e paesaggi incontaminati e incontra persone, alla ricerca di musiche, musicanti e canti.

Le dodici “stazioni” che rimandano ai capitoli dell’omonimo libro (Il viandante, Le mamme nonne, Ciccillo, L’aufido Ofato, La ferrovia, Il paese dell’eco, Matalena, Sicuranza, Testa di Uccello, I sentieri della Cupa, La Banda della Posta, Gli sposalizi), si alternano alle immagini e alle musiche del tour realizzato con i Coppoloniin cui Vinicio si lascia anche a personali riflessioni frutto dell’incontro con musiche e musicanti.

Queste intromissioni vengono percepite però come una interruzione al racconto/viaggio di Vinicio, e pertanto una forzatura.

Il film è un viaggio nel mondo di Vinicio e lui, i luoghi e i personaggi del racconto, come Ciccillo Di Benedetto  (mito assoluto e guest star indiscussa 😉 ) ce lo fanno amare ancora di più.

La proiezione di “Nel paese dei coppoloni” inizia con l’avvertimento di restare anche per il corto “Il Pumminale” diretto da Lech Kowalski che chiude la proiezione.

Ecco … sarà stata la stanchezza..la telecamera che roteava intorno a Capossela in modo vorticoso… ma ad un certo momento ho perso i sensi per qualche secondo, direi indicatore di quanto mi sia piaciuto il corto.

Vinicio Capossela San Daniele del Friuli 2015 Il Paese dei Coppoloni
Vinicio Capossela – Foto di @eltubaro
San Daniele del Friuli 2015
Il Paese dei Coppoloni

 

Vinicio Capossela San Daniele del Friuli 2015 Il Paese dei Coppoloni
Vinicio Capossela – Foto di @eltubaro
San Daniele del Friuli 2015
Il Paese dei Coppoloni

 

Vinicio Capossela San Daniele del Friuli 2015 Il Paese dei Coppoloni
Vinicio Capossela – Foto di @eltubaro
San Daniele del Friuli 2015
Il Paese dei Coppoloni