The Lumineers – 21 Luglio @ Sexto ‘plugged (Sesto al Reghena-PN)

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A quattro anni di distanza dall’uscita dell’album che li ha resi famosi in tutto il mondo, The Lumineers si preparano a tornare in Italia con il loro secondo album, “Cleopatra”, in uscita l’8 Aprile per Universal Music.
Il loro coinvolgente sound ha scalato le classifiche mondiali conquistando milioni di fan. Il loro omonimo disco di debutto è stato nominato ai Grammy Awards come Best New Artist e Best Americana Album, rimanendo per 46 settimane alla #2 posizione della Billboard 200. “Ho Hey”, il singolo che ha consacrato il loro successo, è rimasto per ben 62 settimane in #3 posizione nella Billboard Hot 100, raggiungendo oltre 142 milioni di visualizzazioni su YouTube. Dopo aver trascorso più di tre anni in tour, The Lumineers si preparano a tornare in Italia, ospiti di Sexto’Nplugged Festival, giovedì 21 luglio 2016.

www.thelumineers.com – www.facebook.com/TheLumineers

 

Tricky – 6 Marzo @ Il Deposito (PN)

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Adrian Thaws, nato a Bristol nel 1968 e noto come Tricky, è uno dei personaggi più noti della scena inglese degli ultimi 20 anni. Musicista, producer, attore e trendsetter, Tricky è il centro nevralgico della Bristol alternativa già dai primi anni ’90, grazie alle sue collaborazioni con il collettivo di musicisti che poi avrebbero formato i Massive Attack. Tricky e Massive Attack sono due entità simbiotiche, accomunate dallo stesso luogo di nascita, influenze e musica prodotta. Nel ’94 Tricky con il sul rap paranoico è la voce narrante di ‘Karmacoma’, singolo di successo dei Massive Attack, e pochi mesi dopo raggiunge la popolarità degli amici Robert Del Naja e Daddy G grazie a ‘Maxinquaye’ (direttamente al top della chart britannica). A ‘Maxinquaye’, esordio di Tricky pubblicato nel 1995, sono seguiti dischi importanti come ‘Nearly-God’ (un disco di featuring con artiste del calibro di Martina Topley Bird, Neneh Cherry e Bjork), ‘Pre-Millennium Tension’, ‘Angels With Dirty Faces’, ‘Blowback’ e ‘Mixed Race’. Tricky è considerato uno degli artisti più influenti degli ultimi 20 anni, ed un vero e proprio guru del suono hip hop e crossover anglosassone. Volenti o nolenti tutti conoscono Tricky, i singoli di successo e la sua inimitabile immagine, ma il suo sound camaleontico cambia di continuo e i concerti sono fonte di innovazioni stilistiche e tecniche. I live di Tricky rappresentano il trait d’union tra la cultura dub, quella hip hop e post punk, in cui l’anima nera dell’artista si fonde con il melting pot culturale tipico delle grandi capitali internazionali.
Il suo nuovo racconto sonoro si intitola “SKILLED MECHANICS”. Ancora una volta Tricky spariglia le carte, integra nuovi featuring e disegna un universo ipnotico e unico.
Un artista enorme. In esclusiva al Deposito.

 

La critica la scrivi tu! Al via dal 19 febbraio la quattordicesima edizione di Scrivere di Cinema Premio Alberto Farassino – Il concorso nazionale per giovani aspiranti critici cinematografici

 

Scrivere di Cinema Premio Alberto Farassino, giunto alla sua quattordicesima edizione, è l’unico concorso nazionale di critica cinematografica per giovani presente in Italia ed è promosso da CinemazeroFondazione Pordenonelegge.it, il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani e MYmovies.it. Da sempre attento alla passione dei giovani per il cinema e per la scrittura, ha consolidato per questa edizione due importanti premi volti a formare futuri nuovi critici: la partecipazione a un campus internazionale che vede coinvolte alcune tra le principali testate di critica cinematografica di tutto il mondo all’interno del Far East Film Festival di Udine, il maggiore festival europeo di cinema popolare dell’Estremo Oriente, e la collaborazione con il blog di approfondimento culturale e cinematografico, Minima&Moralia. Scrivere di Cinema, intitolato al critico Alberto Farassino, uno dei protagonisti della critica italiana, attento ai giovani sia come spettatori che come autori, è indirizzato a tutti gli aspiranti critici tra i 15 e i 25 anni residenti in Italia, che dal 19 febbraio potranno iscriversi e iniziare a mandare le loro recensioni, il tutto sulla pagina di MYmovies e dedicata al concorso: scriveredicinema.mymovies.it

I partecipanti dovranno recensire un film della presente stagione cinematografica; due le sezioni di gara: Young Adult (15-19 anni) e Under 25 (20-25 anni). Una giuria di critici professionisti – composta da Mauro Gervasini (direttore di Film Tv, selezionatore per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia), Nicola Lagioia (fondatore del blog Minima&Moralia scrittore, editor per Minimum Fax, conduttore della pagina culturale di Radio3 e selezionatore per la Mostra del Cinema di Venezia) e Adriano De Grandis (critico del Gazzettino e responsabile della sezione Triveneto del Sncci), presieduta da Viola Farassino (costumista per il cinema, la televisione e il teatro) – avrà il compito di leggere gli elaborati pervenuti e decretare i vincitori. I primi tre classificati per entrambe le sezioni di gara entreranno a far parte di una redazione che collaborerà con Minima&Moralia per un anno intero. Scrivere di Cinema fornirà ai sei neo-redattori anche un carnet di ingressi al cinema.

I premi rispecchiano lo spirito e l’obiettivo del concorso: permettere ai ragazzi di misurarsi con l’articolato mondo cinematografico, vivere accanto a professionisti di primo piano e mettere il proprio talento alla prova dei fatti. L’importante premio della categoria Under 25 di quest’anno lo conferma e incrementa rispetto alle passate edizioni, allargando lo scacchiere del confronto. Il vincitore conquista infatti la possibilità di partecipare al campus internazionale all’interno del Far East Film Festival, insieme ad altri sette giovani aspiranti critici provenienti da Europa e Asia, e immergersi in una settimana di incontri e laboratori incentrati su cinema e scrittura, guidati dal critico Mathew Scott.

Accanto al concorso nazionale, viene riproposto, dopo il successo dello scorso anno, il Premio del Territorio FriulAdria Crèdit Agricole, promosso in collaborazione con il Centro Espressioni Cinematografiche e rivolto agli studenti delle provincie di Pordenone e di Udine. Una giuria formata da docenti del territorio sarà chiamata a premiare la migliore recensione scritta dagli studenti della Regione con una card che garantirà un anno di cinema gratis nelle sale di Cinemazero a Pordenone, del Visionario e del Cinema Centrale a Udine. Per incentivare la partecipazione attiva e offrire degli adeguati strumenti del mestiere, Cinemazero metterà a disposizione di tutte le classi che aderiranno al Premio del Territorio che ne faranno richiesta alcune lezioni di critica cinematografica gratuite in classe.

Momento clou dell’edizione 2016 di Scrivere di cinema saranno come sempre le premiazioni, in programma nell’ambito di pordenonelegge, Festa del libro con gli autori (14-18 settembre 2016). L’appuntamento si rinnoverà alla presenza dei finalisti e di centinaia di studenti, ospite d’onore sarà un grande protagonista del cinemaitaliano contemporaneo: un testimonial di Scrivere di cinema, che anche per il 2016 racconterà al pubblico la sua visione e la sua esperienza sul fronte della scrittura dedicata al cinema.

 

Per partecipare al concorso Scrivere di cinema c’è tempo fino al 15 giugno 2016.

Tutte le info e il bando di gara all’indirizzo http://scriveredicinema.mymovies.it

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“Fuori stagione”: nuovo disco de Il Lungo Addio

Il lungo addio“Fuori stagione” è il nuovo disco de Il Lungo Addio, progetto di “cantautorato romagnolo” portato avanti dal musicista Fabrizio Testa parallelamente alla propria attività solista.
Il disco, in uscita il prossimo 4 marzo, è anticipato dal primo estratto “Dancing” disponibile da oggi su YouTube e in radio, una canzone di “rimpianti, amanti, fantasmi e noia mentre arriva l’alba e si esce dal dancing. Cosa fare? Tornarsene a casa o tornare a ballare?”.
Parallelamente a questo nuovo lavoro prenderà il via anche il nuovo tour, ecco le prime date confermate:

26 febbraio, Faenza house concert
27 febbraio, Roma Circolo Klamm
7 marzo, Milano Gattò
13 marzo, Milano Upcycle

“Fuori stagione” vede la compartecipazione di tre importanti etichette dell’underground italico più irregolare come Old Bicycle Records, Piadina Records e Wallace Records ed è il secondo disco ad uscire dopo “Pinarella Blues” del 2014, esordio ufficiale del Fabrizio Testa cantautore che arrivava a sigillare un percorso di sei anni. Un periodo di tempo sancito dalla pubblicazione di sei lavori autoprodotti e un 7”.

“Pinarella Blues” trasportava un Fabrizio triste e provato dalle vicissitudini romagnole fra gli ombrelloni chiusi della spiaggia di Pinarella di Cervia. Dopo due anni il nostro si ripresenta con quell’immaginario decadente-esistenzialista – talvolta attraversato da un’amara ironia – che da anni ormai lo contraddistingue e con quell’inconfondibile sound a base di malinconiche ballate acustiche che qui assumono di tanto in tanto connotazioni pop, ipnotismi new-wave, tristi andature ye-ye e abrasioni rock prima d’ora inedite, mentre a fare da collante è la voce arrochita dal fumo di un crooner in disgrazia.

In altre parole “Fuori stagione” è forse il disco musicalmente più compiuto di Fabrizio Testa, anche grazie all’apporto di alcuni ospiti importanti come Xabier Iriondo (Afterhours, Todo Modo, Buñuel), Bruno Dorella (OvO, Ronin, Bachi da Pietra), Dany Greggio, Chet Martino (Ronin, QuasiViri) e Mirio Cosottini (Marco Parente, Xabier Iriondo).

E’ così insomma che gli otto brevi pezzi diventano piccole cartoline dove non mancano mai alberghi, spiagge e discoteche ma soprattutto sigarette, conquiste, sesso, cibo cattivo e pentimenti. Il tutto mentre la poetica di Fabrizio Testa si allarga da una dimensione “locale” ad una più cosmica, che lascia spazio anche ad una canzone sulla banda della Uno Bianca e ad una dedica a Marco Pantani.

Per il resto ci si muove tra “…uomini soli, immigrati e puttane” sempre all’avventura, sbagliando e scordando qualsiasi insegnamento. Ci sono gli uomini in tuta, una tedesca, la sabbia, il dancing, il post-sbronza, un transessuale, il servizio di leva, le biglie. C’è un mondo intero in una chitarra ed una voce profonda, che canta l’amore dentro al blu.

 

https://www.youtube.com/watch?v=sQ-agqlCbn8&feature=youtu.be

C+C=Maxigross nei canali di Venezia

C+CLe IndieMood Session da più di un anno ospitano le migliori band emergenti nazionali e non, live su una barca, in laguna.

La loro musica è stata spesso definita folk psichedelico, termine che si confà maggiormente agli esordi della band (2009), quando il suono era prevalentemente acustico, basato su cosmiche armonie vocali e arrangiamenti semplici e naif, proprio come erano nate le prime canzoni in montagna. Ora che i C+C=Maxigross sono diventati una inarrestabile live band con alle spalle più di 200 concerti la dimensione elettrica è diventata una parte fondamentale anche nella composizione, e i nuovi brani tendono inevitabilmente verso atmosfere dilatate figlie delle lunghe code di Grateful Dead, Crazy Horse senza dimenticare la pazzia tropicalista degli Os Mutantes.

“Venezia è una città a cui siamo particolarmente legati, ci abbiamo passato dei momenti stupendi e io ci ho proprio vissuto per tre anni quando facevo l’università, tant’è che la sento la mia seconda città dopo Verona. Ogni volta che ci torniamo è una grande emozione. Cantare questa canzone sopra una barca c’ha provocato sensazioni fortissime, sia per i ricordi inevitabilmente scaturiti dall’essere lì in quel momento sia per l’atmosfera magica e surreale che hanno i canali, veramente fuori dal tempo. E non ci capita spesso di suonare sull’acqua! Il brano che abbiamo suonato parla del potere della Musica e dell’Arte che ci aiutano a stare bene con noi stessi, a esorcizzare paure e superare momenti difficili. L’Arte quella vera, sanguigna e vissuta fin dentro le ossa. Gli Stones sono per noi un esempio di Artisti puri, ma potevamo usare altri nomi, da Duchamp a Captain Beefheart. Essendo una canzone molto spirituale e gioiosa c’è sembrato perfetto poterla eseguire in una situazione magica come questa!…”

“…I believe in the music that I hear

With my soul in my bones

And she makes me feel so strong…
And since the day that I was born

That I’ve expected for something more
Millions years are passing by
And no one is asking “Why?”
Truly guided by the heart
We’re only trying to make some art
Waking up I think about that
And I feel not so perfect
I believe in the music that I hear

With my soul in my bones
Everytime I listen to the Stones”

(Every Time I Listen To The Stones – C+C=MAXIGROSS)

ISCRIVETEVI AL CANALE YOUTUBE PER NON PERDERE NEMMENO UNA DELLE NOSTRE SESSION.

https://www.youtube.com/watch?v=Vsc-UErj98g

Corto Circuito del 03.mar.2016

cortocircuitoA Corto Circuito Stefano Covri con la sua chitarra ci porta in un viaggio ironico e disincantato attraverso le sue canzoni e le “incursioni” dei ragazzacci che conducono : Pietro Ubaldi , Pier Didoni ed Emanuela Ferrari. Non mancate!

La puntata sarà disponibile dal 3 marzo in streaming con un click sul link alla tua destra —->

 

 

 

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Jeff Buckley – You and I

Il prossimo 16 marzo uscirà “You and I”, un album di inediti di Jeff Buckley, a quasi vent’anni dalla sua scomparsa. La raccolta contiene alcune cover registate dall’artista, come “Night flight” dei Led Zeppelin, “Just like a woman” di Bob Dylan, “Everyday people” degli Sly & The Family Stone e “The boy with a thorn in his side” degli Smiths. Nel disco è presente inoltre l’inedito “Dream of you and I” e la prima versione di “Grace”.

Ecco il video della cover di “I know it’s over” degli Smiths.

https://www.youtube.com/watch?v=_5a708EqfuE

Damian Marley – 6 settembre @ Pordenone

Damian Marley ha annunciato una serie di date in Italia per la fine della prossima estate. Dopo Lecce, Senigallia, Pisa e Sesto San Giovanni, il tour italiano del musicista raggae si chiuderà al palasport Forum di Pordenone, il 6 settembre, in occasione della rassegna “Estate in città 2016”.
Damian, il figlio più giovane di Bob Marley, è l’unico artista raggae ad aver conquistato due Grammy Awards, vinti nel 2005 con l’album “Welcome to Jamrock”.

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KETTY PAGE – L’unicità è una questione di carattere

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Eravamo partiti con parlare di tutt’altro poi ci siamo resi conto che davanti avevamo una donna eclettica e con le idee molto chiare quindi abbiamo approfittato per portare NERO in un universo di sensazioni impresse sulla pelle come tatuaggi  in stile orientale e nella femminilità più pura e colorata… che graffia lo spirito per rivendicare la propria unicità e la bellezza della diversità.

1. Cosa centrano le Anguanas con le Pin-Up? Possiamo dire che sei felicemente influenzata dall’America che fu? (domanda per rompere il ghiaccio e per farci sembrare meno seriosi…)

Le Anguane sono creature mitologiche dei boschi italiani del nord-est, rappresentano la femminilità nella sua veste più selvaggia, indomita e libera mentre le Pin Up sono l’emblema della donna procace, ammiccante e sorridente, sex symbol degli anni 50…
Dentro di me convivono entrambe queste due figure femminili che rappresentano il mio spirito più combattivo e ribelle come giocatrice di Roller Derby nella squadra delle Anguanas di Vicenza e il mio amore per il vintage, le curve e il fascino delle donne del passato.

2. Essendo fortemente appassionati di musica c’interessa anche un’altro dei tuo volti artistici…cioè quello di cantante! (ma quante cose fai?..noi a malapena riusciamo a portare avanti questa rubrica senza litigare tra di noi…)
La musica è sempre stata una parte importante della mia vita! Ho scoperto quanto fosse fantastico e così naturale per me stare sopra ad un palco e cantare in pubblico da quando ero piccola…mi sono avvicinata a diversi generi e ho fatto varie esperienze negli anni! Oggi sono la cantante del gruppo rockabilly Ketty & The Middle Tones e la frontwoman dei supErba con cui sto lavorando alla stesura dei testi per la realizzazione del nostro secondo album di rock inedito.
Dici che faccio tante cose? Sì è vero, ma la musica è nel mio dna e non mi sono mai fermata nemmeno mentre aspettavo il mio primo figlio: Leonardo nel mio pancione mi accompagnava ai concerti e mi seguiva nei primi esami del corso di musicoterapia che sto frequentando.

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3… e per quanto riguarda il BURLESQUE ? se qualcuno lo associasse al mero esibizionismo ed alla volgarità! che cosa risponderesti?  (allora…non siamo catechisti timorosi e neanche catechisti in generale ma anticipiamo eventuali critiche “perbeniste” … cercando anche di capire a chi e rivolto e chi lo pratica)….
con i Ketty & The Middle Tones ho creato il mio personaggio burlesque: una donna genuina, simpatica e autoironica….questo è il mio burlesque! Ovvio che una dose di esibizionismo fa parte del gioco ma la volgarità lasciamola a chi confonde l’arte dello spogliarello con il porno.
E c’è di più! Il burlesque puó andare al di lá dello show e diventare una sorta di liberazione e di riscoperta della propria femminilità, un percorso di autostima rivolto a tutte le donne che desiderano ritrovare il piacere e la sicurezza di dialogare con il proprio corpo.
Proprio su queste basi stiamo costruendo il nuovo progetto italiano Burlescanza: un nuovo approccio al Burlesque per scoprire il proprio potenziale seduttivo attraverso temi importanti come il benessere psicofisico e la salute sessuale in collaborazione con Rosso Limone Srl.
L’obbiettivo per questo 2016 è di organizzare corsi/percorsi di consapevolezza, femminilità e autostima legate allo studio del Burlesque e della Biodanza.

ketty 34.Tastando il polso freddo di questa società (freddo perché secondo noi morta da un ventennio di TV dozzinale e falsi miti su “un certo tipo di donna” plasmata su colpo grosso, drive-in, veline varie e corpi rifatti) come pensi ne esca la figura femminile? Perché il burlesque non deve essere confuso con questi spettacoli? (domanda di ampio respiro ed una vista su un orizzonte tetro…probabilmente!)  
Al giorno d’oggi, grazie alla comunicazione di massa che diffonde un’immagine standard di donna dal corpo perfetto e senza tante censure, è facile cadere nella banalitá e nella volgaritá! Oltre ad alimentare i pregiudizi maschili, le donne che subiscono questo bombardamento mediatico perdono fiducia in se stesse e non si sentono mai all’altezza.
Ma si tratta di modelli forvianti che tendono ad azzerare l’unicitá dell’essere e la bellezza della diversitá!
In Italia ammetto che non è facile come concetto come nel resto d’Europa ma il burlesque vuole invece promuovere un aspetto più complesso la femminilità!
Si parla di recitazione coreografata su basi musicali accuratamente selezionate con alle spalle un prezioso lavoro di ricerca e preparazione, uno spettacolo satirico che fonda le sue radici nel passato e che oggi rivive un momento di grande popolarità adattandosi al tempo moderno ma pur sempre mantenendo quello stile originale e quel sapore “burlesco” per cui il corpo della donna non rappresenta un banale oggetto sessuale ma l’espressione artistica di una performer.

5. (avremmo ancora tanto da chiedere perché siamo proprio entusiasti di scardinare idee  grazie a menti lucide come Ketty..ma il tempo stringe..perciò finiamo in maniera scanzonata …) Hai in mente un’altro tatuaggio da farti? Come sta Sissy la Muerte?
Tatuaggi? Certo! Ora che ho finito il periodo di allattamento posso dedicarmi alla decorazione del restante 50% del mio corpo….sempre fedele allo stile giapponese che adoro!…e Sissy La Muerte sta alla grande!
Stiamo lavorando alla realizzazione di un nuovo show: musica, magia e ovviamente burlesque!

Ormai ci abbiamo fatto una felice abitudine ma ogni volta, grazie al pretesto di NERO, conosciamo persone vitali con energia e luce negli occhi…è una gran gioia…ci fermiamo a pensare che forse questa nostra generazione non avrà una rivoluzione culturale chiassosa come nel ’68 (per alcuni de il bianco delle ossa anche discutibile nella forma) ma vi sono piccoli frammenti che danno speranza per un futuro con uno sguardo libero…quindi il consiglio è di seguite Ketty Page nel suo pellegrinaggio culturale….

https://m.facebook.com/rollerderbyvicenza/ ketty 2

https://m.facebook.com/kettyandthemiddletones/

https://m.facebook.com/superbalive/

https://m.facebook.com/KettyPageSissyLaMuerteShow/

 

Live – Escape the Fate + guests @Deposito Giordani (6.2.2016)

escapethefaterecensioneLe considerazioni circa questo concerto sono agli antipodi, ma procediamo con ordine.

Il primo gruppo ad esibirsi sono stati i neozelandesi Like a Storm. Voci non male, ma non sempre precise, sound carino con qualche sentore di plagio qui e là. Insomma, una band piuttosto facile da ascoltare che però allo stesso tempo non trasmette granchè. Per la prima volta ho visto suonare un didgeridoo e i ragazzi sono riusciti ad integrarlo bene con il resto degli arrangiamenti inserendo così un elemento di novità.

La serata prosegue con i Fearless Vampire Killers (FVK). I ragazzi sembrano essere stati proiettati nel 2016 direttamente dal 2006, epoca d’oro degli emo kids. A parte il batterista che è un omaccione dai capelli lunghi e dalla folta barba.
Tralasciamo il mero aspetto estetico e parliamo di quello musicale. Non avendo mai sentito nulla della band sono andata a cercare i loro video per ascoltare le versioni studio dei pezzi che hanno eseguito sabato sera. Beh, quantomeno le versioni studio sono ascoltabili, al contrario quelle live sono state davvero scadenti. Tanta confusione per nulla, perché purtroppo io ho sentito solo confusione.
La vera svolta della serata arriva quando salgono sul palco i New Year’s Day, capitanati da Ashley Costello, cantante della band. Ashley è davvero brava, ha una voce potente e un atteggiamento vincente e sono ben felice di dire tutto questo perché è difficile vedere una cantante donna in gruppi di questo tipo.
La band si presenta benissimo eseguendo diversi pezzi tratti dall’ultimo album “Malevolence” uscito lo scorso ottobre. Riempiono il Deposito con il loro suono energico e un’ammirevole precisione nell’esecuzione.

Quando si accingono a suonare Angel Eyes spunta sul palco anche Craig Mabbit per “sostituire” l’assente Chris Motionless, anche se l’effetto non è proprio lo stesso. Però dai, apprezziamo lo sforzo e la simpatia del gesto!
Alla fine arrivano gli Escape the Fate, band che ha segnato la mia adolescenza e che non avevo mai avuto occasione di vedere live.

Aprono a tutto gas con “Just a Memory” il singolo estratto dal loro ultimo album “Hate Me”. Anche loro, ovviamente, promuovono diverse tracce provenienti da questo ultimo lavoro, ma ad un certo punto rimango spiazzata nel sentire “Ashley” uno dei brani contenuti nell’album del 2008 “This War is Ours” che ha segnato l’entrata nella band di Craig Mabbit. Rimango ancora più basita quando suonano “Something”. È stato come tornare diciassettenni in un secondo.
È sempre brutto quando dopo tanti anni si riesce a vedere una band della quale si è fan e il live è una ciofeca, ma in questo caso gli Escape the Fate non hanno deluso le mie aspettative e ne sono contenta e sollevata.

I suoni sono puliti e ben amalgamati, Craig regge bene il palco e pure la voce, si vede che sono coesi ed hanno ancora voglia di spaccare tutto.

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