Novità – Run Forever, Run Forever

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Data di uscita: 9 ottobre 2015

Genere: Emo, Indie Rock

• In vendita QUI

• Sito web dei Run Forever

VOTO: 6 meno meno. Sono capaci, ma possono studiare di più.

Questo credo sia il vero primo album dei Run Forever! Scusatemi, la loro storia è abbastanza misteriosa e ne ho sapute davvero di ogni genere su di loro, con alcune incongruenze che mi rendono dubbiosa. Come del resto sono dubbiosa sull’originalità di questo album. Si fa ascoltare, è un po’ depresso, lo stile emo si percepisce molto, ma non eccelle nella composizione e nella voce dei brani, che restano per lo più strazianti. Pare ci abbiano messo 7 anni per la stesura di questo album e pare anche che siano considerati la migliore band indie della casa discografica indipendente No Sleep Records. Non sono aggiornata sui gusti musicali della West Coast americana, ma sono scettica sulla diffusione di questo gruppo in Italia.

Sul secondo pezzo dell’album, il cantante  Anthony Heubel dichiara:

“Big Vacation” è una canzone per guardare intorno a voi e capire come tutti cercano di vendere qualcosa per rendere la vita migliore o più personalizzata o più conveniente.

La quarta traccia “Contact” si apre con tranquillità in un’atmosfera triste, ma serena nello stesso tempo e vorresti che i suoi 4 minuti di durata non finissero mai, perché culla e riscalda il cuore e le orecchie come un abbraccio.

Anche “Shifting Responsibility” e “Exhale” hanno qualcosa dentro che attira l’attenzione rispetto all’insieme dell’album e mi hanno fatto comprendere meglio il significato delle parole pronunciate da Heubel durante un’intervista:

Ho cercato per un sacco di tempo per essere il ragazzo che ama tutti, sempre di buon umore. Sono una persona ottimista che ispira la gente attraverso la sua quantità apparentemente infinita di ottimismo. Ho finalmente accettato che non potrò mai essere quella persona. Ho sempre amato le canzoni che prendono in giro la vita mondana, la cultura americana o come volete chiamarla. Mi piace molto mettere le cose sotto un microscopio e compongo canzoni in quel modo.

Tracklist:

1. Ivory

2. Big Vacation

3. Hikikomri

4. Contact

5. Shifting Responsibility

6. Separate Bedrooms

7. Grand Marquis

8. Exhale

9. Plunge

10. Company Card

11. Weight Under Me

Piccola Orchestra Karasciò – Canzone d’inverno

Piccola-Orchestra-Karasciò1Di canzoni dedicate all’estate nella musica italiana ce ne sono a bizzeffe. Quelle dedicate all’inverno invece si contano sulle dita di una mano. E’ per questo che la Piccola Orchestra Karasciò con “Canzone d’inverno” ha voluto dedicare un brano, anzi un autentico “tormentone invernale”, alla stagione più fredda. E ha deciso di pubblicarlo in piena estate accompagnandolo ad un ironico videoclip per la regia di Paolo Bianchi nel quale la band, fieramente vestita con abiti da montagna, va al mare per una bella giornata di sole estivo in tuta da sci, con tutti i fraintendimenti e le situazioni comiche del caso.

“Canzone d’inverno” è il nuovo singolo della Piccola Orchestra Karasciò – band folk-pop bergamasca che nel 2010 ha vinto il “Premio Amnesty Italia” di Voci per la Libertà – e anticipa il prossimo disco in uscita nel 2016 segnalando un’evoluzione nel suono della band, che si è fatto più rotondo e immediato, pur mantenendo sempre la sua anima folk cantautorale. “Canzone d’inverno” insomma è una canzone pop, come i tormentoni e le più belle canzoni estive italiane, che vengono citati nel testo in una sorta di omaggio a quei brani che hanno nutrito l’immaginario collettivo.

Tuttavia dietro l’aria leggera del brano e l’ironico cortocircuito del videoclip “Canzone d’inverno” nasconde anche un lato malinconico. Celebrare l’inverno con una “canzone da camino” è infatti un po’ come volersi convincere a tutti i costi della bellezza che porta la stagione invernale, solo per non mettersi a rimpiangere un’estate finita da un pezzo. Metafora questa di una giovinezza che, per un gruppo di trentenni come sono i Karasciò, se ne va via. Insieme al sole, al mare e alle canzoni estive.

https://www.youtube.com/watch?v=oXlIPkRQN-I&feature=youtu.be

Filippo Andreani – Gigi Meroni

filippo-andreaniSabato sera, nell’intervallo della partita di campionato Torino–Milan, verrà trasmessa dagli altoparlanti dello Stadio Olimpico “Gigi Meroni”, la canzone che il cantautore Filippo Andreani ha scritto in memoria della mitica Farfalla Granata.
Durante il brano, Filippo e Maria Meroni (sorella di Gigi) porteranno un mazzo di fiori sotto la curva Maratona, per ricordare uno dei più grandi e sfortunati calciatori italiani di tutti i tempi.
Un gesto voluto dal Torino F.C. grazie all’iniziativa del giornalista de La Stampa Marco Basso, che ha messo in contatto la società granata con Filippo Andreani, permettendo a lui di coronare il sogno di riportare “a casa” la canzone scritta per Gigi Meroni, comasco come Filippo e figura mitica di un calcio vissuto poeticamente (“il numero sette alla schiena è uno stile di vita, / è solitudine in fascia, è fortuna tra calce e fatica”).

“Gigi Meroni”, che Filippo Andreani ha scritto insieme ad un altro cantautore comasco, Luca Ghielmetti, è uno dei brani contenuti ne “La prima volta”, ultimo disco di Filippo Andreani uscito lo scorso gennaio in totale autoproduzione, che in questi mesi sta raccogliendo i favori positivi della critica e del pubblico.
Un lavoro fatto di canzoni che raccontano storie, grandi o piccole che siano, capaci di muovere il mondo e di cambiarlo. La storia di Adelmo Cervi, il figlio di uno dei fratelli Cervi, e quella del grande giornalista Gianni Brera, ma anche l’amara vicenda di Stefano Borgonovo e di Piero Ciampi, oltre ovviamente a quella di Gigi Meroni. Quest’ultimo raccontato con un brano che il giornalista di Repubblica Gianni Mura ha definito “una delle cinque canzoni più belle, a mio parere, suggerite in Italia da uno sportivo”, mentre la Giuria del Premio Tenco ha assegnato il secondo posto alla canzone per le Targhe Tenco 2015.

Ora “Gigi Meroni” risuonerà nello stadio della squadra di cui Meroni fu un simbolo. Filippo Andreani ha deciso di dedicare ciò che accadrà sabato alla sua band, i Linea, storica formazione del combat-rock italiano e autentici compagni di strada di Filippo e delle sue canzoni. Brani che nel raccontare le esistenze di alcuni – gioiose, tragiche, indimenticabili – sono capaci di raccontare la vita di tutti. Proprio come un dribbling di Gigi Meroni sapeva dare un senso nuovo alla parola Bellezza.

https://www.youtube.com/watch?v=AQxlvXpgXhY

Belfast – No respect

BelfastAreasonica Records è lieta di annunciare l’uscita Petrichòr, il nuovo (e terzo) album dei Belfast – presentato in anteprima al Nuovo MEI 2015 di Faenza e dal 13 Ottobre 2015 disponibile su iTunes e nei migliori store digitali internazionali.
Proprio con l’uscita di questo terzo LP, i Belfast inaugurano la loro collaborazione con l’etichetta discografica bolognese, proponendo un alternative-rock duro e “tirato”, la cui potenza riesce a farsi apprezzare anche dai più incalliti fan dello stoner e del grunge, ma non toglie spazio a testi (tutti in italiano) curati e riflessivi.

L’album racchiude undici tracce dedicate a chi ha ancora voglia di farsi bagnare da musica nuova ed ha ancora sete e desiderio di emozioni, per dirla con le parole dei suoi autori.
Petrichòr è il profumo delle prime gocce di pioggia che cadono sul terreno arido donandogli nuova linfa, metafora del bisogno di stimolare un universo musicale inaridito o – più in grande – una società insensibile e spenta.

Ecco dunque che i Belfast ritornano con slancio sul mercato discografico, dopo una carriera non certo e non più da novellini, che li ha già visti alle prese con i due precedenti lavori Sogni in Tasca (2011) e Cicatrici (2013) e con una importante attività live, fra festival, palchi cittadini e opening ad artisti del calibro di Fatso Jetson, Blastema e Zen Circus.
Il duo, fondato e composto da Stefano “Jimmy” Pase (voce e chitarra) e da Giorgia Favaro (basso) viene infatti affiancato nella sua formazione live da Pietro Lorenzetto, che si alterna con Linda Favaro alla batteria.

Insieme a Petrichòr esce anche No Respect il primo singolo estratto dall’album e accompagnato da un inedito videoclip diretto da Omar Della Morte. Una riflessione a tutto tondo sul pregiudizio e sul giudicare anche senza conoscere.

https://www.youtube.com/watch?v=fjMuTbx6I0g

Lebowski – Disadottati

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Ascoltare i Lebowski, con le dovute proporzioni, mi fa tornare sotto la gratificante ombra d’angoscia degli anni 80 di quell’Emilia Paranoica che gridavo a squarciagola.
Ironia pungente e testi dissacranti sono il punto di forza di questa band, che mi era sconosciuta, ma che è già al suo terzo lavoro.
Partito il primo pezzo ho pensato : ok non gli do più di 30 secondi, mi hanno rotto il cazzo, con questo intro di rock elettronico senza alcun senso. Poi ho pensato :  “guardo le foto magari migliora l’impressione” … ecco un consiglio : foto così anche no.
L’esito positivo di questa recensione è stato il mio gatto di 8 kg che mi dormiva addosso e che mi ha impedito di andare a pisciare. Questa situazione di stallo ha permesso ai Lebowski di arrivare al cantato del primo pezzo : Rent To Buy. Devo dire che, foto e intro a parte, mi sono cominciati a piacere. “Lorenzo non far così sei un individuo forte…” cantano sul Tagliateste. “Son sempre stato un buon contribuente, infatti in tasca non ho niente”  rimano su L’Incapiente. Piacevoli dal punto vista stilistico e dissacranti in modo acido.  Il disco si fa ascoltare per un po di pezzi, diciamo che arrivare a tutti 8 è stato un po’ difficile, per lo più per la qualità della registrazione veramente scarsa.
Ampi margini di miglioramento ma le basi ci sarebbero tutte.

Voto : 6

Queen – A Night At The Odeon – Hammersmith 1975

 

I Queen hanno annunciato l’imminente uscita del loro film concerto :Queen – A Night At The Odeon – Hammersmith 1975

Lo show fu il culmine del tour Queen Invite You To A Night At The Opera’ UK del 1975. Il tour, di 26 date, fu il primo in cui i Queen suonarono Bohemian Rhapsody.

Il film sarà disponibile dal 20 di Novembre in diversi formati : dal doppio vinile al Blu Ray. Il live è stato completamente digitalizzato e masterizzato ed è prodotto dalla Virgin/EMI

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Danny Bronzini Trio – Always on my mind

imageE’ l’opera prima della band del nuovo chitarrista e cantante ventenne del tour estivo di Lorenzo Jovanotti Cherubini.

Talentuoso chitarrista, cantante e compositore, Danny Bronzini presenta nove canzoni originali, arrangiate dai tre componenti della band, e una bonus track (disponibile solo su CD), nelle quali il suo fresco talento trova modo di esprimersi liberamente, ribelle a qualsiasi tentativo di etichetta e catalogazione.

“Qualcosa di speciale”, che spazia dal pop internazionale al rock esplosivo, con avvolgenti incursioni reggae, senza mai perdere di vista un comune denominatore, l’inconfondibile matrice soul del sound del Danny Bronzini Trio.

https://www.youtube.com/watch?v=KPnXKuvYCUc

Speedy Ortiz – 10 Ottobre @ Covo Club (BO)

 

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Gli Speedy Ortiz sono Sadie Dupuis (Voce , Chitarra), Darl Ferm (Basso, Ex-Day Sleeper) e Mike Falcone (Batteria, Piano, Ex-Ovlov); cresciuti tutti in Massachusetts, si sono formati nell’estate 2011. La band trova presto una calda accoglienza nel rock underground del Bay State, a Boston e nella scena sperimentale del Massachusetts occidentale. A marzo 2012 la band registra e autoproduce due singoli, Taylor Swift e Swim Fan, con la collaborazione di Paul Q. Kolderie (Pixies , Hole) e Justin Pizzoferrato (Chelsea Light Moving, Dinosaur Jr.)
A Luglio 2013 esce, per la Carpark Records, il loro disco d’esordio, Major Arcana, nominato Best New Music da Pitchfork. Questo lavoro permette agli Speedy Ortiz di evolversi e passare da un progetto lo-fi ad uno molto più collaborativo, caratterizzato dalle linee di basso di Darl Ferm, dai riempimenti chiassosi del batterista Mike Falcone, e dai riff angolari della frontwoman Sadie Dupuis.
Dopo l’arrivo lo scorso anno del chitarrista Devin McKnight, ex Grass Is Green – gruppo post-punk di Boston – gli Spedy Ortiz ritornano sulla scena musicale con un secondo album, Foil Deer, registrato al Rare Book Room di Brooklyn e in uscita il 21 aprile 2015.
Sin dai primi secondi del nuovo album appare chiara la missione di Sadie Dupuis, che recita in modo conciso: “I’ve known you not so very long / but watch your back, because baby’s so good with a blade.” In tutto il disco, la cantautrice e chitarrista fa ripetutamente riferimento a questo genere di immagini vivide e violente. Il messaggio è chiaro: le armi di Dupuis sono una chitarra abilmente maneggiata e una lingua tagliente.
Considerando il suo talento per i giochi di parole, non sorprende che Dupuis si sia recentemente laureata in poesia presso la UMass-Amhers: Dupuis è una delle più interessanti giovani voci e paroliere del rock.
A differenza dei quattro giorni che sono serviti alla band per registrare Major Arcana, per comporre Foil Deer Dupuis si è ritirata a casa di sua madre nei boschi del Connecticut.
Il risultato è un album ricco di armonie vocali, folate di arpeggi e texture atonali.

Staring Down the Dust, il primo singolo dei Ten Commandos

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Soundgarden, Pearl Jam, Queens of the Stone Age e Off! insieme in quello che è ormai definito un supergruppo! Oggi è uscito il loro primo singolo Staring Down the Dust, che vede come ospite speciale Mark Lanegan, ma per l’intero album siamo costretti ad aspettare la fine dell’anno.

I Ten Commandos sono formati dal batterista dei Pearl Jam, Matt Cameron, il bassista dei Soundgarden, Ben Shepherd, dal chitarrista dei Queens of the Stone Age, Alain Johannes e da quello degli Off!, Dimitri Coats.

Per ascoltare il singolo, per ora, dovete registrarvi in Spotify.

 

 

Questa è stata la prima canzone che abbiamo registrato e abbiamo portato a termine la parte ritmica molto velocemente. Ci piaceva già il suono e l’atmosfera di questo pezzo, ma quando abbiamo sentito la voce di Lanegan sulla traccia, siamo passati a un altro livello, completamente.

Fonte RollingStone.it

La Belle Epoque – Cracovia

302d8dd7ab10ed72167633407f0fb95e_400x400“Cracovia” è il primo singolo con relativo video da oggi su YouTube de La Belle Epoque, compagine bergamasca in uscita il prossimo 13 novembre con il disco “Il Mare di Dirac”. Il video – presentato in anteprima nei scorsi giorni su Sonofmarketing – è stato girato dalla band stessa ed è composto da storiche immagini di archivio che formano un suggestivo collage di evocazioni.

Così La Belle Epoque racconta il clip:“Ad occhi chiusi e pugni stretti, immobili di fronte agli eventi. Tutto scorre troppo rapidamente e noi li, con rassegnazione. Poi gli stessi eventi scoppiano in faccia, fanno riaprire gli occhi e ritrovarsi vivi, umani. Immagini consumate, di un passato sempre attuale, a scandire una ritmica sull’orlo del precipizio: questa è ‘Cracovia’”.

Nel 1930 il fisico inglese Paul Dirac inventa un modello teorico del vuoto visto come un mare infinito di particelle di energia negativa. E’ “Il Mare di Dirac”, concetto quantistico decisamente astratto che La Belle Epoque ha deciso di usare come titolo del suo (molto più fisico e intenso) disco d’esordio interamente autoprodotto.
Otto tracce di indie-rock d’autore fieramente instabile ed elettrico accomunate dalla necessità di convogliare l’attenzione dell’ascoltatore verso tutto ciò che – proprio come le particelle del Mare di Dirac – spesso passa inosservato e scorre quasi senza far rumore giorno dopo giorno, ma che è quanto di più importante una persona possa desiderare nella vita come nei rapporti umani.

La formula de La Belle Epoque è quella classica del miglior indie rock d’autore, ma improntata ad un suono decisamente personale: voci e chitarre disegnano melodie a volte dolci e a volte insolite e urticanti; basso e batteria innestano soluzioni ritmiche che tolgono il respiro o aprono spazi stranianti. E di tanto in tanto un piano, una tastiera o una chitarra diversamente modulata intervengono a scompaginare ulteriormente le carte e a tendere un agguato a chi ascolta.

Su questo lavoro d’artigianato “in forma di decibel” si appoggiano testi che sono per scelta in lingua italiana, liriche scritte quasi sempre di getto, a cuore aperto, per ritrarre attimi di vita, scelte ed occasioni. Parole intime, che inizialmente si nascondono per poi aprirsi piano piano e diventare universali. Svelando quell’altra faccia delle cose che, come nella visione romantica del Mare di Dirac, possono dare un senso alle vite di ognuno, laddove altrimenti ci sarebbe soltanto il vuoto.

https://www.youtube.com/watch?v=jN2X2WhQAws&feature=youtu.be