Cinema – The Great Gatsby

Cinema - the-great-gatsby-1Baz Luhrmann con il suo Moulin Rouge, musical che attinge copiosamente dal melodramma con elementi dalla Traviata di Verdi e dalla Bohème di Puccini e dalla novella Boule de Suif di Guy de Maupassant, ci aveva conquistato perché aveva trovato una cifra personale, inusuale, nuova e spiazzante. Il melodramma  classico mescolato ai brani contemporanei, mash-up azzeccati ed interpretazione di grande effetto. L’opera esagerava e diventava un enorme circo che trascinava piacevolmente lo spettatore fino al romantico strazio finale di verdiana memoria.

Con The Great Gatsby l’operazione, palesemente richiamata, non gli è riuscita altrettanto bene. O meglio, non è riuscita come doveva se consideriamo l’immenso investimento di denaro (il film è venuto a costare oltre 120 milioni di dollari!).

La trama stavolta si basa in maniera piuttosto fedele sull’omonimo romanzo di Fitzgerald di cui Gatsby è l’alter ego, vedi la sfarzosità delle feste divenute poi leggendarie attraverso cui lo scrittore sperperò le sue fortune. Non c’è critica per la trasposizione letteraria del romanzo, ma ciò che manca, al di là degli effetti digitali, è una sinergia con gli attori (citiamo per tutti Leonardo Di Caprio, Carey Mulligan, Tobey Maguire) tutti bravi, ma non sufficientemente coinvolgenti o emozionanti, o perlomeno non quanto hanno dato prova di esserlo in altre pellicole (sic!). La lettura rimane sempre in superficie, più preoccupata a catturare lo spettatore attraverso l’estetica che il cuore.

In breve, sembra di essere sempre sulle pagine di una rivista patinata, pagine che rimangono luccicanti anche quando la storia entra nel dramma.

E mentre in Moulin Rouge il registro era accettabile perché riproponeva al cinema il genere musical  che per sua stessa natura è un intrattenimento che sorvola leggero anche i drammi più cupi, in The Great Gatsby, capolavoro che affonda le mani nella decadenza umana, l’impresa era decisamente più ardua, e rischiava di scadere nella superficialità.

Per la maggior parte il pubblico si è  diviso in due: c’è chi l’ha odiato e chi l’ha amato, e poi c’è un gruppetto che si sente come quando hai fame e vedi un ricchissimo e appetitoso piatto in vetrina, entri, lo assaggi ma dopo averlo finito gola e occhi emettono pareri discordanti.

 

ARTE – Gli Offlaga Disco Pax inaugurano Artefatto

Arte - Offlaga aprono Artefatto 2013Artefatto è una rassegna internazionale ospitata al Museo Civico Revoltella di Trieste che a cadenza annuale seleziona e riunisce le opere di giovani artisti under 35. Il vernissage dell’edizione 2013 si terrà sabato 25 maggio ed a coronare l’apertura della mostra ci sarà il gruppo emiliano Offlaga Disco Pax che si esibirà gratuitamente per il pubblico presente all’inaugurazione. Sicuramente un’occasione per ascoltare brani tratti dal loro ultimo album “Gioco di Società” uscito lo scorso anno ma la loro presenza è funzionale ad un vero e proprio momento di contaminazione arte&musica in quanto la loro esibizione andrà di pari passo alla visual performance offerta da Luca Lumaca, già regista dei loro “Ventrale” (2008) e “Parlo da solo” (2012).

La presentazione ufficiale della mostra sarà alle ore 19:00, la performance degli Offlaga è prevista alle ore 20:00 circa.

www.museorevoltella.it

 

Tutti gli artisti in mostra: Mirella Benes + Giulia Marsich, Giulia Berra, Fabrizio Berti, Stefano Bonazzi, Alessandro Cardinale, Marco Cecotto, Lorenzo Cianchi, Marco Ciligot, Giovanna Crise, Mirko Cusmai, Mirko Dadich, Antonio Della Guardia, Manuel De Marco, Pasquale De Sensi, Gina De Simone, Gabriele Di Martino, Alessandro D’isanto, Loris Dogana, Carola Ducoli, Gaetano & Valentina, Alice Giacone, Mirco Greselin, Gruppo Didymos, Eleonora Imazio, AnjaJelovšek, Stefano Katunar, Ovidiu Leuce, Rossella Libardoni, Luca Lumaca, Estrella Luna Muñoz, Rocca Maffia, Chiara Magazzini, Massimiliano Marianni, Nicola Martinelli, Vincenzo Merola, Nastja Mezek, Leila Mirzakhani, Mona Mohagheghi, Marta Monachesi, Angelo Montefusco, Chiara Musolino, Gianna Omenetto, Nina Pal, Emmanuele Panzarini, Dario Pironti, Maja Pohar, Matteo Prodan, Silvia Roiatti, Ilenia Rosati, Nika Rupnik, Genny Sangiorgio + Viviana Bifera, Mattia Scappini, Angelo Scardino, Valentina Sciarra, Christian Sida, Lucia Simone, Giangiorgio Sirch, Alan Stefanato, Eleonora Todde, Giulio Tracogna, Chiara Martina Jarno Trentin, Matteo Turello + Pietro Bulfoni, Andrea Valeriani (BILLIE Jean), Antonella Zerbinati + Giuseppe Vigolo, Li Zhaopeng

Cinema – NO. I Giorni Dell’Arcobaleno

Cinema -NO-I-giorni-dellarcobaleno-nuovi-spot-tv-in-italiano-due-video-e-una-clip-con-Roberto-SavianoUna campagna per uscire dalla dittatura, o forse per fare un piccolo passo fuori da essa. Nel Cile del 1988 il generale Augusto Pinochet saldamente al comando del paese sudamericano è costretto ad indire un referendum per giustificare agli occhi del mondo il mantenimento del potere e garantirsi la guida del Cile per altri 8 anni.

L’opposizione cerca un direttore creativo per la campagna pubblicitaria del “no” e lo trova in una giovane promessa del campo, René Saavedra impiegato presso la maggiore agenzia pubblicitaria del paese il cui capo è però consulente della gerarchia militare al potere. Nella clandestinità forzata che il caso richiede, René costruisce passo passo una campagna fresca e totalmente nuova, influenzata dal boom economico e dalla rivoluzione che la pubblicità ha portato nella televisione nazionale e di conseguenza nei costumi del popolo cileno.

E’ una battaglia di nervi e di genio, nel tentativo di convincere il popolo impaurito a sostenere la battaglia per la democrazia nel paese e tenere a bada una classe politica di sinistra che è stata ormai sorpassata dai tempi e che mal digerisce la leggerezza di comunicazione che il nuovo direttore creativo propone per la sua campagna.

Per questo suo film il regista Pablo Larrain ha scelto un curioso registro a metà tra Nouvelle Vague e filmato di famiglia in super 8, con una fotografia appositamente “invecchiata” come si trattasse di un vero documento dell’epoca. L’effetto è di pregevole coerenza con i filmati televisivi anni ’80 con i quali una regia moderna sarebbe risultata oltremodo contrastante, mentre riesce a trasmettere bene la sensazione di inquietudine e di mancanza di sicurezza personale che opprime i pur coraggiosi artisti impegnati nell’impresa.

Gael García Bernal ha la capacità innata di vestire comodamente i ruoli più disparati ed anche in questa interpretazione è convincente ed emozionante.

E’ improbabile che la pellicola segni il passo nella storia del cinema, ma è un’interessante riscoperta di tratti della storia internazionale che l’Europa conosce poco, perché poche erano le informazioni che dal paese cileno riuscivano a trapelare attraverso le strette maglie della censura e degli organi di controllo cileni.

La sceneggiatura di Pedro Peirano è a tratti forse un po’ troppo verbosa, ma il film fila via e non sai fino alla fine come andrà a finire, a meno che uno non conosca già la storia prima di sedersi al cinema.

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=veHCHhRx3Vk

Fiori di Cadillac

NOVITà DISC-FIORI DI CADDILAC

Il progetto Fiori di Cadillac nasce nel 2009 e negli anni si sviluppa in direzioni diverse. Tra settembre e ottobre 2010, vede la luce il primo EP “Anoikis”, autoprodotto, contenente 4 brani inediti. Musica Sotterranea ne parla: “I testi sono microstorie di emozioni e sensazioni svelate come segreti, tra chitarre e pianoforte, suoni duri e dimessi, come in un’altalena di inquietudini e malinconie”. Dall’ Osservatorio alle Culture Giovanili dell’Università di Salerno (OCPG) recensiscono: “4 inediti in chiaroscuro, con sonorità dirette ed altre accennate, con fluidità armoniche che ondeggiano tra silenzi (per scelta) e lampi esistenziali, tra chitarre gridate e pianoforte in crescendo”. All’inizio del 2011 proprio grazie a questi 4 inediti, la band viene quindi contattata da varie etichette indipendenti e così nel marzo dello stesso anno il gruppo entra a far parte di Forears, etichetta fiorentina. Nel Marzo 2012 i Fiori di Cadillac entrano in studio per le registrazioni di quello che sarà il primo album previsto in uscita per Forears Music Company/Ala Bianca a settembre 2013.

 

http://www.youtube.com/watch?v=jq65ePyUfek

Society – Premio Giornalistico Internazionale Marco Lucchetta 2013: i finalisti

Premio Marco Luchetta - Di SturcoDa un episodio tragico, un gruppo di amici fraterni dei giornalisti Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D’Angelo – assassinati a Mostar nel gennaio ’94 – e dell’operatore Miran Hrovatin ucciso pochi mesi dopo a Mogadiscio con la giornalista Ilaria Alpi, hanno fondato un premio giornalistico che è diventato negli anni tra i più ambiti premi internazionali e che riconosce il merito a giornalisti,  telecineoperatori e fotoreporter che raccontano e testimoniano con sensibilità la difficile tematica  delle violenze e sopraffazioni  sulle vittime più indifese, i bambini. Nel 2013 è l’attualità drammatica e irrisolta del conflitto civile in Siria a trovare eco nel rush finale della 10^ edizione del  Premio Giornalistico internazionale Marco Luchetta 2013, promosso dalla  Fondazione  Luchetta,  Ota,  D’Angelo,  Hrovatin  in collaborazione con la RAI e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

La Giuria, presieduta dal direttore delle Testate Giornalistiche Regionali della Rai Alessandro Casarin, ha selezionato per la sezione Marco Luchetta Tv – dedicata al miglior servizio giornalistico trasmesso su un’emittente europea della durata massima di 5’ – le corrispondenze del reporter  Bbc Ian Pannell dai tunnel in cui trovano rifugio gli sfollati siriani, e dell’inviata del Tg3 Lucia Goracci sulle torture perpetrate a centinaia di bimbi siriani; in finale anche il reporter di Antena 3 Gabriel Relaño Bólivar per un servizio sulla malnutrizione in Africa.

Per la sezione Premio Luchetta Quotidiani/Periodici sono state selezionate le corrispondenze di Pietro Del Re di Repubblica, che ha raccontato il quotidiano delle baby prostitute di un bordello pakistano, costrette ad assumere farmaci steroidei per il piacere dei loro clienti; di Marzio Mian su Io Donna, inchiesta sull’infanticidio delle bambine indiane: il peggior posto dove nascere donna, con dieci milioni di neonate uccise in vent’anni; e di Lucia Capuzzi di Avvenire, che ha indagato la situazione ad Haiti, tre anni dopo il terremoto che ha devastato l’isola dove oggi si contano almeno 300mila baby-schiavi al servizio domestico delle famiglie benestanti.

Vicende non meno inquietanti dell’attualità internazionale filtrano nei servizi finalisti della sezione Dario D’Angelo, riservata al miglior articolo di stampa europea: selezionate la corrispondenze di Rosa Montero per El Pais, sulla realtà dei divorzi conflittuali, in cui le vere vittime sono i bambini, spesso usati come armi contro l’ex moglie o l’ex marito. Di Conor Pope di The Irish Times, che a dieci anni dalla fine della guerra civile in Sierra Leone racconta il dramma dei bambini violentati e costretti a commettere atrocità dai ribelli: ferite profonde nel fisico e nell’anima, che non possono cicatrizzarsi. E di Richard Lloyd Parry per The Times: per cinque anni, usando uno pseudonimo per evitare di essere arrestato e deportato, il giornalista ha viaggiato clandestinamente in Birmania, documentando le ingiustizie di uno dei regimi più crudeli e brutali al mondo.

La terna finalista della sezione Alessandro Ota per il miglior servizio giornalistico trasmesso su un’emittente europea (della durata massima di 45’) è composta dai reportage di Marcel Kolvenbach e Pagonis Pagonakis di Ard Germany, inchiesta sui casi di stupro perpetrati, nelle province orientali della Repubblica del Congo, da alcuni elementi dei Caschi Blu inviati dall’Onu; di Anna Migotto per Terra! – Rete4, che si è addentrata in Siria sulle tracce di Fatima, una bimba uccisa durante i bombardamenti, per incontrare la sua famiglia; e di Jean-Sébastien Desbordes per France2, viaggio coraggioso nella diversità al fianco di Sacha, un bimbo con una passione particolare per i treni affetto da una particolare malattia genetica, la sindrome di William Beuren. Infine, la sezione Miran Hrovatin per la migliore immagine fotografica ha selezionato gli scatti di Jonathan Gregson (Panorama Travel) in un tempio di monaci utilizzato come scuola di astrologia, durante una cerimonia di buon auspicio per l’anno nuovo in Bhutan; di  Marco Gualazzini (L’Espresso), che ritrae la bolgia infernale degli sfollati in Congo, vittima dell’odio etnico degli M23; e di Giulio Di Sturco (Io Donna) che ha documentato l’infanticidio delle bimbe indiane mai nate, causa aborto, negligenza e omicidio.

Saranno a breve annunciati anche i vincitori del Premio Speciale Luchetta 2013 e del Premio FriulAdria “Testimoni della storia”, assegnato a un giornalista di fama nazionale per la sua capacità di raccontare e interpretare un fatto storico o di cronaca, un personaggio o un periodo. Il Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta 2013  culminerà, mercoledì 3 luglio al Politeama Rossetti di Trieste, nella  Serata speciale “I Nostri Angeli”, ripresa da Raiuno

Info: www.premioluchetta.it  www.fondazioneluchetta.org

Recensione – Darkness and Light, BLUEROSE

Recensione - BlueroseE’ una giornata come tante di maggio, il tragitto casa-università è sempre il miglior momento per ascoltare musica che tenga compagnia, e Darkness And Light degli hard rocker triestini BLUEROSE, è sicuramente un’album di questi.

Già dalle prime note della title-track che apre il loro secondo lavoro in studio, dopo il precedente Fallen From Heaven (2011), ci si carica con un pezzo che ti riporta direttamente agli anni ’80, e così è tutto l’album.

I pezzi si susseguono uno dopo l’altro con melodie non scontate e molto efficaci, di quelle che una volta chiuso lo stereo continui a canticchiarne il motivetto.

Il sound è curato, ricercato, il riffing è diretto e senza compromessi, quasi al limite dell’heavy metal classico.

La band, capitanata da Riccardo, voce chitarra e synth, sembra che componga brani con facilità assoluta, e tra i pezzi più potenti troviamo “Reloaded” e “Rock Your Soul”, due bombe rock ‘n’ roll degne delle migliori formazioni sleaze e hard rock moderne.

Darkness and Light, prodotto da Areasonica Records è un ottimo lavoro per una band non di certo da sottovalutare viste le potenzialità!

 

Voto 8

PANICO, il nuovo album de LA MALAREPUTAZIONE

novità disc-la_malareputazionein uscita il 3 giugno 2013

 Arriva il rock d’autore de laMalareputazione,

 il racconto di una realtà nel Panico

 Sono molti coloro che a 15 anni, nelle mille sale prove che abitano la capitale, chiamano a raccolta un gruppo di amici per suonare, e “creare qualcosa”. Tra schitarrate e parole, iniziano a raccontare quegli stati d’animo che si fanno strada nella crescita. Si incontrano, si scontrano, si lasciano.Sono pochi invece coloro che riescono a farsi strada, senza promozione, solo attraverso i tanti live e le esibizioni (definite ipnotiche e coinvolgenti dalla stampa), arrivando a farsi conoscere e apprezzare da pubblico e addetti ai lavori.

Una storia che sa di anni Cinquanta e Sessanta, periodo d’oro della musica italiana, e che ritroviamo nel percorso de laMalareputazione. Dal nome programmatico (omaggio al primo lavoro del 1952 “La Mauvaise Réputation” del francese Georges Brassens) laMalareputazione è un trio rock d’autore che dal 2005 a oggi si è fatto conoscere attraverso un passaparola costante, fino ad arrivare ad aprire live importanti e a esibirsi accanto a Simone Cristicchi, Giorgio Canali & Rossofuoco, Ratti della Sabina, Area765, Offlaga Disco Pax, , Andrea Ra.

Primo album nel 2007, L’Arena Instabile, autoprodotto e definito da Roberto Billi “uno dei migliori album della scena indipendente romana”, con collaborazioni che vanno da Andrea Ra, a Ratti della Sabina, Daniele Iacono e molti altri, e un secondo in arrivo, per Altipiani Factory di Paolo Panella, il 3 giugno 2013: Panico.

Un disco rock d’autore e filosofico, che vive delle influenze di precedenti come Afterhours, Baustelle, Marlene Kuntz e affida, a note, parole e atmosfere il racconto di una realtà che si muove nel “Panico”. Un concept album che esplora le contraddizioni della vita, che si incastra in una routine, uno schema di gesti ripetuti quasi a diventare ossessivo compulsivi, come a voler scacciare il pericolo di un attacco di panico, dovuto proprio all’incapacità di avere tutto sotto controllo.

Questa “attesa del Panico” o “incoscienza della concretizzazione imminente del Panico” è il filo rosso che lega le canzoni dell’album. Federico Gaeta (voce, testi e chitarra) e Stefano Cozza (chitarra), con l’aggiunta più recente di Martina Tiberti (basso) con Panico – in uscita il 3 giugno 2013 – continuano a raccontare una realtà che è di continuo  alle prese con un’instabilità talmente forte da non riuscire più ad essere costretta nella routine, a una goccia dal traboccare, anche se non necessariamente, nel Panico.

Sito ufficiale: www.lamalareputazione.it

 

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=D-UXtj699fE

Recensione Warfare – Drops of Cold Flowing

Recensione- WarfareI Warfare, formazione nata nel 2007 nell’ Udinese,  da alla luce la loro seconda uscita “Drops of Cold Flowing”, un metalcore influenzato da melodie black e a tratti groove.

Dopo la prima demo del 2009 intitolata “The Revenge”, un thrash metal grezzo e diretto, questo lavoro risulta molto più studiato e riuscito.

Il tema del cd, spiegano i giovani membri della band, è la paura; esso deriva dalla riflessione che quando si prova paura, si sente freddo, e ogni canzone definisce varie sensazioni di paura diverse.

Le danze si aprono con “Future’s Demise”, un pezzo molto intricato con numerosi cambi di tempo e anche di genere, ma allo stesso tempo ascoltabile e di buon auspicio per l’ascolto del resto del mini cd.

La title track è un pezzo basato al 90% sulla concentrazione ritmica, un mix di melodie classiche che si dividono tra la voce effettata ma violenta di Davide “Zolf”, e la sezione ritmica affidata a Cristiano e Giacomo, rispettivamente al basso e batteria.

Tra i pezzi più degni di nota, “Your Own Abuse”, un mix di violenza stile black melodico e più orientato verso le melodie tipiche degli Opeth.

L’ EP si conclude con “Through the Darkness of Future Past”, ennesimo brano costruito con criterio e attenzione, ma dove, come in tutti gli altri brani della giovane band, la chitarra solistica di Cristiano, tecnicamente validissimo, non diventa il valore aggiunto a causa di assoli troppo uguali l’uno all’altro che non dimostrano nessuna sensazione se non un tecnicismo troppo evoluto. Tutto sommato è un buon lavoro che sicuramente porterà la giovane band friulana a calcare palchi sempre più grandi se continuano ad impegnarsi di questo passo.

 

Voto: 7

Cinema – Parada/The Parade

Cinema - paradaCosa si può fare se si assiste inermi ad un pestaggio ai danni di manifestanti per i diritti della comunità LGBT in Serbia? Un film ad esempio.

Ed è quello che è accaduto a Srdjan Dragojević nel 2001 quando si vergognò dei propri concittadini che osteggiavano una pacifica dimostrazione da parte della comunità LGBT serba a Belgrado per richiedere il riconoscimento dei propri diritti e la tutela della propria persona. Solo che per poterlo realizzare gli son serviti dieci anni e con non pochi grattacapi di tipo personale e finanziario.

 

Mirko, aspirante regista teatrale ridotto a wedding planner per necessità finanziarie, si prodiga per realizzare il primo Gay Pride serbo, contrastato nel proposito dal compagno Radmilo, veterinario di professione, che vorrebbe vivere la propria condizione con discrezione. Limun è invece un gangster omofobo, ma dal cuore tenero che in maniera del tutto involontaria dovrà affrontare “per amore” uno dei suoi più forti pregiudizi, mettendo a repentaglio i propri affari e la propria incolumità. Il destino dei tre si incrocerà inaspettatamente grazie al cane di Limun ed alla sua fidanzata Biserka.

Per dieci anni il regista aveva pensato a varie trame, tutte drammatiche, ma era convinto che un film del genere non avrebbe oltrepassato il circuito pur roseo dei festival e non sarebbe mai arrivato alla massa, esattamente lì dove, secondo Dragojević, la maggioranza omofobica risiede. E così nonostante notevoli tribolazioni è riuscito a confezionare una godibilissima commedia in cui fonde da una parte le istanze della comunità LGBT e l’ordinaria frustrazione dei suoi membri e dall’altra gioca col revanscismo filo-yugoslavo in cui seppur paradossalmente a livello culturale tutte le etnie che un tempo costituivano l’ex repubblica federale balcanica riconoscono una parte della propria storia. Di grande effetto fotografico il viaggio attraverso i paesi che un tempo formavano lo stato yugoslavo ed estremamente sarcastico l’effetto della voluta accentuazione delle diversità etniche, accomunate però dall’amore per il lucro e la spacconeria.

Il film ha avuto un successo straordinario in Francia e Germania, paradossalmente più tra il pubblico etero che appartenente alla comunità LGBT. In Italia è ancora poco distribuito e conosciuto ed il regista, che del film è anche sceneggiatore, si sta impegnando in questi giorni nel tour di presentazione.

 

http://www.youtube.com/watch?v=00saLUBA6g0

Ultime Uscite – Tribes that “Wish To Scream”

Ultime Uscite- TribesChi conosce i Tribes? Sono 4 giovani promesse londinesi al loro secondo album e con “Wish To Scream ” della Island records UK si spostano dalla loro colorata ed affollata Camden agli infiniti spazi americani. I quattro, Johnny Lloyd (ex Operahouse), Jim Cratchley, Dan White (ex Operahouse) e Miguel Demelo hanno registrato l’album nel leggendario studio Sound City di San Fernando Valley LA, lo stesso a cui Dave Grohl ha dedicato il suo documentario e con la stessa leggendaria Neve Console, idolatrata dai più grandi musicisti in circolazione ed ora di proprietà dello stesso Grohl.

Il nuovo album esce il 20 maggio, tra pochi giorni, mentre le date del tour (tutte inglesi) vi permettono di incrociarli se nelle prossime settimane vi trovate in Inghilterra. Fresche, accattivanti e coinvolgenti sono le anticipazioni del nuovo album, che inserireste volentieri nel lettore CD della macchina mentre staccate dal lavoro dopo una settimana faticosa.

Se avete bisogno di farvi un’idea su quanto i 4 hanno finora prodotto sul loro sito tribesband.com ne scoprite di più e su you tube una breve preview vi fa assaggiare un po’ della loro musica in attesa di qualche data italiana live.

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=FQujFNH8o3Q