Astro Festival: 16 Giugno @ Ferrara Sotto Le Stelle 2016

DNA CONCERTI E DNA DANCE DEPARTMENT PRESENTANO

ASTRO: CARIBOU, FOUR TET DJ, FLOATING POINTS, JUNIOR BOYS, JOLLY MARE, POPULOUS DJ

GIOVEDÌ 16 GIUGNO 2016 | PIAZZA CASTELLO E CORTILE DEL CASTELLO ESTENSE

DAL 21 APRILE ALLE 11 AL 22 APRILE ALLE 11: 30€+DP
DAL 22 APRILE ALLE 11: 35€+DP
ALLA PORTA: 40€ | INIZIO ORE 19.30

 

Stelle che guidano verso il futuro, verso nuovi territori da esplorare: è così che a Ferrara Sotto Le Stelle, il prossimo 16 giugno 2016, “atterra” ASTRO.

Una giornata specialissima, un viaggio tra alcuni degli act che più hanno contribuito a livello mondiale a rendere visionario il pop contemporaneo e ad abbattere steccati stilistici, tra indie ed elettronica, tra forma-canzone e sperimentazione. Caribou, Floating Points, Junior Boys, Four Tet, Jolly Mare e Populous si presenteranno infatti tutti in una sera, ciascuno con la propria particolare cifra stilistica per un evento indimenticabile.

Le appassionanti strutture emozionali di Caribou, il viaggio interstellare di Floating Points nei territori jazz e funk, le traiettorie dei Junior Boys attraverso un elettro-pop 2.0 in perfetto equilibrio tra innovazione e stile; e a “legare” il tutto, in versione dj, uno dei più illuminati artisti dell’ultimo decennio, Four Tet, pronto a disegnare uno dei suoi set sempre più epici, visionari, sorprendenti nel fotografare terre inesplorate in cui il dancefloor si unisce alla sperimentazione.

Astro però ha anche altre frecce nel suo arco. Frecce che raccontano come anche in Italia esistano progetti di altissima qualità, pronti a intraprendere vie non convenzionali e rivolte decisamente verso il suono della contemporaneità, portando un certo tipo di radici storiche nell’iper-presente: da un lato Jolly Mare in assetto live, con la sua italo-disco rivisitata ed incredibilmente piena di spessore e rimandi, così come di novità e soluzioni inedite; dall’altro Populous, nel suo bellissimo incrocio tra carnali futurismi afro-tropicali e sospensioni legate a dubstep, hip hop astratto, sperimentazione. Queste le costellazioni di Astro, a Ferrara, nella cornice di Ferrara Sotto Le Stelle.

Costellazioni dove è d’obbligo essere visionari, dove è d’obbligo immaginare il futuro – qui e adesso.

CARIBOU | DATA UNICA IN ITALIA

 

Sito ufficiale
Our Love | Best New Music su Pitchfork
Monografia | da Sentire Ascoltare
Merge Records

 

FOUR TET | DJ | DATA UNICA IN ITALIA

 

Sito ufficiale
Morning Evening | Recensione da Pitchfork
Monografia | da Onda Rock

 

FLOATING POINTS

 

Sito ufficiale
Elaenia | Best New Music su Pitchfork
Elaenia | Recensione da Onda Rock

 

JUNIOR BOYS

 

Sito ufficiale
Big Black Coat | Recensione da Pitchfork
Big Black Coat | Recensione da Sentire Ascoltare

 

JOLLY MARE

 

Mechanics | Recensione da Sentire Ascoltare
Mechanics | Recensione da RockIt

 

POPULOUS | DJ

 

Night Safari | Recensione da Sentire Ascoltare

 

PREVENDITE

Early Bird dal 21 aprile alle 11:00 al 22 aprile alle 11:00: 30€ +dp
Da venerdì 22 alle 11:00: 35€ +dp
Alla porta: 40€

Prevendite disponibili :
Ticketone – www.ticketone.it – 892.101
Vivaticket – www.vivaticket.it – 892.234
Ticket 24 Ore – www.ticket24ore.it – 02.54.271
Ferrara sotto le stelle – via della Cittadella, 18/A – 0532.241419

 

Infoline:
+39 0532 241419 – contact@ferrarasottolestelle.it

Daft Punk – Daft Punk Unchained

daft_punk_unchianed

È stato pubblicato online il trailer ufficiale di Daft Punk Unchained, il documenatrio, firmato da Hervé Martin Delpierre, che esplora la storia della coppia più celebre della musica elettronica, attraverso tutte le fasi salienti della loro carriera ventennale: le prime serate a Parigi, lo storico concerto al festival di Coachella nel 2006, fino ad arrivare ai successi più recenti, come il trionfo dello scorso anno ai Grammy Awards con l’album Random Access Memories.

Al documentario hanno dato il proprio contributo molte personalità del mondo della musica e dello spettacolo, come Pharrel Williams, Kenye West, Giorgio Moroder e Michel Gondry, già regista del video “Around the World”.

 

 

 

https://youtu.be/3I3maTRmiYU

Novità – Superhumanoids, Do You Feel Ok?

a1191769832_10<<< IN BREVE >>> Superhumanoids, Do You Feel Ok?

Album uscito venerdì 11 settembre 2015, composto da 11 brani, acquistabile in versione digitale, cd o vinile su Bandcamp (dai 10$ ai 18$ circa)

Disponibile in versione digitale anche su iTunes

Per ascoltarli in streaming su Soundcloud

Sito www.superhumanoids.com

Genere: electro indie pop

Voto: OTTO e mezzo. Caleidoscopico, rilassante ed energetico, tutto in uno!

Il trio di Los Angeles colpisce ancora!

Sarah Chernoff, Cameron Parker e Max St. John hanno fatto centro anche con il secondo album. Do You Feel Ok? è uscito lo scorso 11 settembre e il mio caloroso consiglio è di non aspettare, ma andare in uno dei link riportati qui sopra e acquistare o comunque ascoltare! Già dalla prima canzone è possibile capire la loro potenza, che è complessa, ma chiarissima, tradotta in suono grazie ad un uso pazzesco della tecnologia e dei suoni digitali da parte di St. John. E poi c’è Sarah, con la sua voce avvolgente, eterea, priva di gravità! Questo gruppo è in grado di passare dalla dance/elettronica al pop/rock senza mai perdere la sua identità. E quest’album sarà difficilmente superabile per loro!! Ma mai dire mai! 😉

In un’intervista hanno dichiarato che in fase di registrazione avevano avuto molti dubbi sulla composizione dei brani.

“Nel bel mezzo della registrazione, siamo andati in tour con Erasure e ci siamo resi conto che le canzoni non stavano avendo l’atmosfera energica che speravamo. […] Quando siamo tornati a casa abbiamo fatto i cambiamenti necessari per creare l’energia. Abbiamo scritto canzoni aggiuntive e apportato modifiche alla produzione e abbiamo sentito che tutto era più eccitante”

Tracklist:

01 – Anxious In Venice

02 – Oh Me I

03 – Norwegian Black Metal

04 – Touch Me

05 – Dull Boy

06 – Death Rattle

07 – Dada

08 – Do You Feel OK_

09 – 12 Fingers

10 – I Want To Believe

11 – Blinking Screens

 

Alia – Asteroidi

alia_asteroidiChi ha detto “non può piovere per sempre” non ha mai vissuto in provincia di Belluno. Anche oggi, come spesso succede quest’anno, sarà la pioggia ad accompagnarmi nell’ascolto di “Asteroidi”, prima creazione da solista di Alessandro Curcio in arte Alia.

Colto cantautore già leader dei Quartocapitolo, con il suo cantare quasi sussurrato, mai urlato, mette insieme una serie di canzoni che spaziano tra la canzone d’autore e le sonorità new wave e pop anni ’80, caratterizzate da una moltitudine di sintetizzatori e batterie elettroniche.

Grazie a questa sapiente fusione Alia è riuscito a creare un album scorrevole che si lascia ascoltare senza interruzioni, dalla prima all’undicesima traccia. 

Con Asteroidi ci si trova davanti ad un viaggio, un album completo che ci accompagna in tutto ciò che è stato fatto, sperimentato e amato o odiato nella musica pop italiana dagli anni ’80 fino ai primi del 2000.

L’apertura del disco è affidata a “Bouquet”, un pezzo introduttivo incorporeo e meditativo che tratta un tema ricorrente nel disco, ovvero la difficoltà di lasciare andare le persone e i ricordi. Questo brano lascia velocemente spazio, quasi a non voler disturbare, al singolo “Cats”,elogio all’intimità, un pezzo in cui è impossibile non lasciarsi prendere dal ritmo pop italiano tipico del finire degli anni ’90.

Parlando di viaggio si respira aria brasiliana nella samba di “Goldie Hawn”, una calda e inaspettata Bossa nova che va a dissociarsi dalle melodie sintetiche dominanti nell’album. L’elettronica torna, invece, protagonista nelle tracce “Case di ringhiera” “Asteroidi”, nelle quali ritroviamo il tema della nostalgia così caro all’autore.

Asteroidi” è un disco sicuramente riuscito, uno sguardo rivolto al passato ma con un passo veloce, molto moderno. Un insieme di corpi celesti composti da pop e armonie del miglior cantautorato colto e impegnato.

Alia sfonda come un asteroide (concedetemela) la porta principale per il suo ingresso nel panorama musicale italiano.

Lucaspo

https://www.youtube.com/watch?v=IajiQBgfjxM

MATMOS @ Spazio Aereo (On Land), Marghera (VE) – 09.06.2014

matmos02Dalla metà degli anni ’90 i Matmos (Martin Schmidt e Drew Daniel) rappresentano una delle più avanguardistiche espressioni dell’elettronica mondiale.
IDM, glitch, musica contemporanea, musica concreta, ma soprattutto tanta ironia e sensualità sono i preziosi ingredienti del concerto svoltosi lunedì sera allo Spazio Aereo di Marghera a Venezia. E non poteva esserci location migliore per assaporare le melodie schizofreniche del duo di San Francisco!

Sul palco le scrivanie, poste una di fronte all’altra, sono ricoperte da laptop, tastiere, vari controller e oggettistica che verrà utilizzata durante lo show.
Da una parte Martin Schmidt emana il fascino del maturo professore con occhiali e camicia bianca, dall’altra Drew Daniel lo contrasta con la maglietta dei coil e il gilet in pelle borchiato, tolto già da subito per il caldo che ha accompagnato tutto il concerto.
Per l’occasione il live è stato amplificato in quadrifonia, anzi, dato che i ripetitori che circondavano il pubblico erano 6, Daniel ha ribattezzato il termine in “sessofonia”, con un gioco di parole italo-anglofono.
Introduce il concerto Martin, avvisando ironicamente il pubblico che l’esibizione sarà sperimentale, molto sperimentale, e che non verranno eseguiti brani dei Beatles. A un concerto dei Matmos ti puoi aspettare di tutto, tranne il facile ascolto.

matmos01Le sonorità elettroniche prodotte da sintetizzatori e sequencer si intrecciano a voci e suoni concreti, spesso manipolati live, come lo srotolamento di un nastro adesivo o il tintinnare di monetine tenute in bocca e sputate progressivamente da Martin, mentre i nostri occhi vengono rapiti dalle immagini proiettate dietro il duo.
Live video di webcam disposte sul palco, animazioni di figure geometriche tridimensionali che si specchiano e si intersecano con effetti caleidoscopici, riprese di volti parlanti che sovrapponendosi diventano via via mostruosi o macro di strumenti musicali percossi da gigantesche mani, la proiezione è magistralmente utilizzata per suggerire una chiave di lettura di quello che si sta ascoltando.

Il pubblico dimostra calorosamente il suo coinvolgimento, e Martin riesce a strappare più di qualche risatina per il suo atteggiamento quasi cabarettistico e a tratti dadaista che sdrammatizza la complessità della musica prodotta dalla coppia.

Non c’è che dire, un concerto dei Matmos va assaporato tutto d’un fiato in tutta la sua concretezza e follia audiovisiva.