Metal: uno studio inglese classifica i tratti della personalità di chi ascolta questo tipo di musica

news-iron-maidenL’ascolto della musica crea molti benefici a chi ne usufruisce quotidianamente: il buonumore e le emozioni da esso provocate sono innegabili; per non parlare del contributo alla propria identità personale e alla rete di rapporti sociali che grazie all’arte nascono e si solidificano. Dietro ad ogni scelta precisa però si nasconde una altrettanto precisa motivazione, come rivela uno studio recentemente pubblicato dall’Università di Westminster, Londra.

Un team di ricercatori, guidato dal dottor Viren Swami, ha infatti preso in esame un campione di 414 presenze suddiviso in 219 donne e 195 uomini, sottoponendolo all’ascolto di 10 canzoni heavy metal: le persone sono state invitate ad esprimere un giudizio esprimendo una preferenza in una scala compresa tra le voci “non mi piace assolutamente” e “mi piace tantissimo“. Dopo la prima fase, i candidati hanno dovuto rispondere a domande relative a tratti peculiari della personalità, allo stile di vita, al loro atteggiamento verso autorità e religione, e ad autostima e desiderio di unicità .

L’esperimento ha contribuito a stilare una sorta di traccia, della quale a grandi linee chi ascolta musica metal fa parte: i metallari, secondo la squadra di Swami, sono infatti maggiormente propensi alle nuove esperienze rispetto a chi ascolta altri tipi di musica, evidenziano un basso livello di religiosità e un atteggiamento ribelle verso le autorità, oltre che una molto più bassa autostima.

Come riporta metalitalia.it, il responsabile del progetto ha così commentato ciò che è stato rilevato: “I nostri risultati confermano precedenti studi che indicavano come l’apertura verso nuove esperienze sia associata ad una preferenza per rock e heavy metal, compresi i generi meno mainstream. Come spiegazione di ciò, abbiamo confermato come individui con un’elevata apertura verso nuove esperienze, mostrino una preferenza per intensità, varietà, complessità e non convenzionalità dell’heavy metal. Inoltre questi individui possono perdere interesse verso la musica mainstream o convenzionale anche con l’avanzare dell’età e dunque avvicinarsi al metal. I nostri risultati mostrano anche che persone con attitudine negativa verso le autorità istituzionali sono più inclini alla musica metal. Questo concorda col fatto che i fan della musica metal formino una subcultura che tende ad alienarsi da quella principale e ad opporsi ad essa e alle autorità”.
Un discorso analogo potrebbe essere portato avanti anche per gli altri generi musicali, che però in questa occasione non sono stati presi in esame: i risultati della ricerca sono stati depositati presso la American Psychological Association e sono integralmente consultabili a pagamento.

Black Sabbath – 13

Black-Sabbath-13Dopo 18 anni dall’uscita dell’ultimo album, “Forbidden”, gli inventori del sound heavy, ritornano con un album attesissimo che segna quella che è la fine della loro carriera, visti i numerosi problemi in casa Sabbath: la cacciata del batterista storico Bill Ward, l’incendio in casa Osbourne, i problemi alle corde vocali, e il linfoma che ha colpito Tony Iommi portandolo ad annullare tutte le date del tour 2012 se non quella in casa, nella loro Inghilterra.
13 è un album che non poteva ammettere errori, e parte con un brano che sfiora i 9 minuti, “End Of The Beginning”, seguito dal singolo, nonchè strepitosa song in stile Sabbath: “God Is Dead”.
L’album ripercorre la loro ultra quarantennale carriera, con brani di nuova fattura, nuovi sound, che sempre strizzano l’occhio a vecchi brani dei loro capolavori anni ’70/’80; ne è esempio la splendida “Zeitgeist”, un pezzo lento, che riprende gli stessi suoni e lo stesso effetto vocale di “Planet Caravan” dell’album “Paranoid” del 1970, un bel lavoro del duo Iommi – Butler.
Nessun capolavoro intendiamoci, ma un brano come “Age Of Reason” non può davvero lasciare indifferenti e finisce diritto diritto tra le sorprese dell’album, anche grazie ad un gran bell’assolo di chitarra che ti trasporta direttamente alla psichedelia oscura che da sempre li ha contraddistinti.
Tutto sommato se questo deve essere il testamento che questa band storica e fondamentale ci deve lasciare, ben venga, con la speranza di un tour che possa passare anche per l’Italia, vista la data annullata il 5 dicembre che doveva essere a Milano.

Voto: 8,5 Granitico.

Tracklist:

  1. End of the Beginning – 8:05
  2. God Is Dead – 8:52
  3. Loner – 4:59
  4. Zeitgeist – 4:37
  5. Age of Reason – 7:01
  6. Live Forever – 4:46
  7. Damaged Soul – 7:51
  8. Dear Father – 7:20