INDIEFLIX e “Scenes from the Suburbs”

Onorata la festività del primo maggio torno con un mediometraggio che mi permette anche di parlarvi di un servizio gratuito offerto dalla Mediateca di Cinemazero Pordenone ( http://cinemazero.medialibrary.it/media/scheda.aspx?id=550198502 ) . Ovvero tutti i tesserati della mediateca possono fare richiesta di accesso allo streaming di Indieflix comodamente da casa. La richiesta va fatta al desk della Mediateca, in seguito viene assegnata una id e password e dopo di che ci si può collegare da qualsiasi postazione collegata a internet e accedere allo streaming di Indieflix.

I titoli non sono conosciutissimi e fanno parte della scena cinematografica indipendente, ma si trovano cose molto interessanti che hanno magari anche partecipato a festival ma che poi non hanno trovato distribuzione nel nostro paese, sono principalmente in inglese e quindi un bel esercizio anche di lingua.

Questo mi ha permesso di vedere “Scenes from the Suburbs” un mediometraggio di Spike Jonze (USA 2011) ispirato all’album degli Arcade fire “The Suburbs” qui la musica ha ispirato le immagini e non viceversa come spesso accade. In realtà alla sceneggiatura, oltre a Spike Jonze, hanno lavorato anche i fratelli Butler. 

“Scenes From The Suburbs” racconta la quotidianità di un gruppo di amici che vivono in una città che sembra essere in una sorta di stato di emergenza ci sono molti posti di blocco e i ragazzi sono spesso sottoposti a controlli da parte dei militari, una violenza che incombe su tutto il film.

La colonna sonora è firmata Arcade Fire, e quindi se li amate non potete non vederlo.

 

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Damian Marley – 6 settembre @ Pordenone

Damian Marley ha annunciato una serie di date in Italia per la fine della prossima estate. Dopo Lecce, Senigallia, Pisa e Sesto San Giovanni, il tour italiano del musicista raggae si chiuderà al palasport Forum di Pordenone, il 6 settembre, in occasione della rassegna “Estate in città 2016”.
Damian, il figlio più giovane di Bob Marley, è l’unico artista raggae ad aver conquistato due Grammy Awards, vinti nel 2005 con l’album “Welcome to Jamrock”.

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Aucan @ Deposito Giordani

Il loro nuovo album, “Stelle Fisse”, uscirà il 20 novembre, ma gli Aucan hanno già dato il via al loro prossimo tour: il 7 novembre, infatti, saranno sul palco del Deposito Giordani di Pordenone. Ad accompagnare il trio bresciano ci sarà Godblesscoumputers, progetto musicale di Lorenzo Nada, che a maggio di quest’anno ha pubblicato il suo secondo album “Plush and Safe”.

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MOLININFESTA, la festa di Pasqua in musica

10891465_1630012987218195_3377940920752205977_nTorna anche quest’anno il tradizionale appuntamento pordenonese di Pasqua con la musica di qualità: protagonisti dell’evento saranno il psychedelic folk, alt folk di MILES COOPER SEATON & C+C=MAXIGROSS e il surf, lo-fi, garage dei THE ROOKS; il djset è affidato all’ utopian selection di Jessica Hyde.

Inoltre: videoproiezioni, installazioni, food&drinks, etc..

La festa targata Kactus, che da inizio alla primavera, cambia location e da Casa Caccia si sposta presso lo splendido Parco “Ai Molini”, di fronte al Comune di Pasiano di Pordenone.

L’evento, a ingresso libero, si terrà anche in caso di pioggia, grazie all’ampia tettoia e alla zona bar all’interno del fabbricato dei molini!

MORE INFOS:

Miles Cooper Seaton (Akron/Family – US) & C+C=Maxigross (VR, IT)
psychedelic folk, alt folk
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Continuano le collaborazioni internazionali per il collettivo psichedelico C+C=Maxigross!
Dopo il lunghissimo tour del primo album “Ruvain” (Vaggimal/Audioglobe, 2013), coprodotto da Marco Fasolo dei Jennifer Gentle, che li ha portati in giro per l’Europa con oltre 120 date tra l’Italia e i migliori festival internazionali (Primavera Sound 2014 di Barcellona, Fusion e Reeperbahn in Germania tra i tanti) e l’ep “An Instantaneous Journey” (2014) realizzato assieme al songwriter norvegese Martin Hagfors (HGH, Home Groan, collaboratore di Motorpsycho e Jaga Jazzist) i C+C=Maxigross stanno per iniziare una nuova imprevedibile avventura con un pilastro della scena avant / experimental / rock statunitense degli ultimi dieci anni: Miles Cooper Seaton, voce e basso degli Akron/Family.
Miles Cooper Seaton sarà in Italia per tutto il mese di marzo 2015 per realizzare un nuovo album assieme ai C+C=Maxigross che registreranno nei loro Vaggimal Studios sui monti veronesi della Lessinia. Al disco parteciperà da lontano anche Joe Westerlund, già batterista dei Califone e Megafaun, band imprescindibili della scena alt. folk americana, che manderà il suo drumming scritto per loro direttamente da L.A.
Le registrazioni saranno intermezzate da alcune date in giro per l’Italia, tra le quali molinINfesta – Parco ai Molini, Pasiano (PN)!
http://www.vaggimal.com/
https://www.facebook.com/cpiucugualmaxigross
http://www.milescooperseaton.com/
https://www.facebook.com/akronfamily?fref=ts
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The Rooks (TV, IT)
surf, lo-fi, garage from Cordignano Veneto Rock City.
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Iniziano a suonare nell’ormai lontano 2012 avendo più di 30 date all’attivo in bar sperduti, club e ex night club. Nell’estate del 2013 si rinchiudono nella zona caldaia di casa di William, con un 4 tracce e un microfono, per registrare il loro primo lavoro autoprodotto.
Esce così “Il primo infernale disco dei Rooks” un EP a 5 tracce.
Hanno aperto concerti di Bologna Violenta, Antares, Bud Spencer Blues Explosion.
I Rooks sono Marco Zuccaro, Matteo Pin, William Zancan e Luca Soldera, pronti a portare l’#estate nei vostri cuori.
https://www.facebook.com/rooksband?fref=ts
http://the-rooks.bandcamp.com/
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Jessica Hyde dj set (PN, IT)
utopian selection
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Progetto di selezione musicale che nasce dalla voglia di mantenere un costante contatto con la realtà in movimento. Indipendente, rock’n’roll, post, kraut, psych.

Presentato il Rapporto sugli effetti socioeconomici di pordenonelegge

Mail AttachmentPubblico delle grandi occasioni, mercoledì sera a Pordenone – Palazzo Montereale Mantica, per la presentazione del Rapporto sugli effetti socioeconomici di pordenonelegge, avviato per iniziativa della Fondazione Pordenonelegge.it e coordinato dall’esperto Guido Guerzoni dell’Università Bocconi di Milano. Uno studio che ha stimato l’elevatissimo l’impatto economico del festival, di importo pari a ben 6.316.370 euro per l’anno 2014, con un moltiplicatore complessivo di 7,27. Ovvero, per ogni euro investito sul festival ne sono ritornati, nella provincia di Pordenone, altri 7,27. «Ma la primogenitura di pordenonelegge – ha dichiarato ieri sera il coordinatore dello studio, Guido Guerzoni – consiste nell’aver monitorato il suo impatto fiscale, primo evento in Italia ad aver realizzato questo studio. Più di 418.432 € sono entrati nelle casse della  Regione Fvg fra Iva, accise ritenute e altre voci di natura fiscale: da parte della sola organizzazione per una quota di € 114.432 e da parte dei visitatori per un importo di € 304.000. Per gli enti pubblici regionali, dunque, è rientrata  una quota largamente superiore rispetto a quanto avevano direttamente investito su pordenonelegge in termini di contributo. Inoltre – ha affermato Guerzoni – Pordenonelegge è fra gli eventi culturali che meglio operano per il proprio fundraising in Italia, e meglio riescono ad attrarre investimenti privati». Vivissima soddisfazione, dunque, da parte del presidente della Fondazione Pordenonelegge.it Giovanni Pavan: tanto più che i relatori ospiti si sono entusiasticamente soffermati su pordenonelegge: «il più bel festival a livello nazionale – ha dichiarato il vicepresidente Mondadori Gian Arturo Ferrari – perché ad una proposta culturale di altissimo profilo coniuga la straordinaria ospitalità cittadina. Persino nel momento delle code il pubblico è ordinatissimo, ed è assistito costantemente dai giovani Angeli del festival, efficienti e ben formati». Anche lo scrittore Marcello Fois si è dichiarato ammiratore di pordenonelegge sin da quando, nelle prime edizioni, lo frequentava come semplice spettatore. Ci è tornato diverse volte come protagonista e anche in veste del suo Festival L’Isola delle Storie di Gavoi, per il quale ha ‘copiato’ pordenonelegge: «nella cura artistica attenta al merito delle scelte più che alla mondanità dei personaggi, e per l’organizzazione che dedica all’ospite la stessa attenzione, si tratti di un Premio Nobel o di uno scrittore esordiente. ».

Suggerimenti, per una promozione congiunta festival – territorio nel segno del turismo culturale, sono arrivati dal sociologo Aldo Bonomi, direttore dell’Istituto di Ricerca ASTER. E una anticipazione ‘istituzionale’ dal vicepresidente della Giunta FVG Sergio Bolzonello: proprio oggi, giovedì 19 marzo, il Rapporto sarà presentato in Giunta – ha spiegato – come esempio di ‘report’ sull’utilizzo e la valorizzazione dei fondi pubblici. Pordenonelegge è promosso dalla Fondazione Pordenonelegge.it, a cura di Gian Mario Villalta (direttore artistico Alberto Garlini e Valentina Gasparet).

(comunicato stampa)

Info www.pordenonelegge.it

TUTTO IN ORDINE? Dal 3 febbraio “Narratori d’Europa” a Pordenone

marco_franzoso“Tutto in ordine?” In un mondo dove l’ordinarietà sembra sparita dal nostro quotidiano, la domanda risulta straordinariamente attuale. E proprio a questo interrogativo il ciclo “Narratori d’Europa”, promosso dall’IRSE Pordenone a cura di Stefania Savocco, cercherà di offrire non una risposta univoca, ma molte possibilità di risposta, nei quattro incontri in programma da martedì 3 a martedì 24 febbraio (dalle 15.30 al Centro Culturale Casa Zanussi di Pordenone) per l’edizione 2015. Quattro protagonisti autorevoli della letteratura del nostro tempo – lo svedese Fredrick Backman, l’islandese Svava Jakobsdottir, il francese Pierre Lemaitre e l’italiano Marco Franzoso – sono dunque gli autori chiamati a scandire il tema portante di “Narratori 2015”, un dialogo a tappe che ruoterà intorno a “Tutto in ordine? Legami dipendenze ricerca di senso”.

Come spiega la presidente IRSE Laura Zuzzi, «la spinta è venuta quest’anno dal nord Europa: “Tutto in ordine” è il titolo di una raccolta di racconti dell’autrice islandese di fama internazionale Svava Jakobsdottir, scomparsa dieci anni fa, di cui Silvia Cosimini è stata unica traduttrice in italiano e giovane amica. A Casa Zanussi, Stefania Savocco e Silvia Cosimini rileggeranno e racconteranno insieme quel libro, martedi 10 febbraio». Ma il ciclo si aprirà una settimana prima, martedì 3 febbraio, con una ulteriore sorpresa: lo scrittore svedese Fredrik Backman, blogger ed editorialista di culto, incontrerà il pubblico di Pordenone in diretta skype dall’Auditorium del Centro Culturale Casa Zanussi, per parlare del suo romanzo “L’uomo che metteva in ordine il mondo” (Mondadori), già tradotto in 25 lingue. Un suo intervento, annullato a causa di sopraggiunti problemi di salute, era previsto a pordenonelegge lo scorso settembre: l’autore era particolarmente atteso e adesso, sulla scia del successo del suo libro, ci sarà la possibilità di un incontro e di un dialogo in diretta, sia pure a distanza. “L’uomo che metteva in ordine il mondo” ha per protagonista un testardo vedovo, il cinquantanovenne Ove, talmente ispido che i suoi vicini lo definiscono “amaro come una medicina”. «Già nel 1962 Italo Calvino rassicurava i lettori che è la letteratura a “mettere ordine nel caos del mondo” – racconta la curatrice Stefania Savocco – Per questo il filo d’Arianna che ci condurrà all’interno dell’intricato labirinto dei rapporti umani passerà dopo “L’uomo che metteva in ordine il mondo” di Backman, nelle mani dell’islandese, Svava Jakobsdottir e la sua raccolta di racconti intitolata “Tutto in ordine”, che costituiscono una finestra surreale sul quotidiano “ordinato” di quelle donne che, per troppo amore, diventano vittime degli altri e, prima ancora, di se stesse».
Nel terzo appuntamento, martedì 17 febbraio, il testimone passerà a un altro narratore europeo, Pierre Lemaitre, vincitore del Prix Goncourt nel 2013: sarà letto il suo ultimo romanzo “Ci rivediamo lassù”, uscito in italiano per Mondadori nell’estate 2014. A suggellare “Narratori 2015” sarà, martedì 24 febbraio, il veneziano
, autore del fortunatissimo romanzo breve “Gli invincibili” (Einaudi), e in precedenza de “Il bambino indaco”, la storia forte e dura dalla quale è tratto il film Hungry hearts del regista Saverio Costanzo, presentato in concorso all’ultima Mostra di Venezia, nelle sale italiane dal 15 gennaio. “Gli invincibili” racconta la rivoluzione copernicana che ci sconvolge all’arrivo di un figlio. Protagonista è infatti un uomo abbandonato dalla moglie, che dovrò crescere un bimbo da solo e rimettere a posto la sua casa ridotta a pezzi: e arriverà il momento in cui sarà costretto, proprio dal figlio, a dare un senso a tutto quello che, nel tempo, ha lasciato incompiuto e irrisolto … ».

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, gradita l’iscrizione a irse@centroculturapordenone.it Info http://www.centroculturapordenone.it/irse tel 0434 365326.

Gli studenti universitari e delle scuole superori che desiderano un certificato di frequenza devono richiederlo al momento dell’iscrizione. Il programma è inserito come Progetto dell’Irse anche all’interno del calendario Università della Terza Età di Pordenone 2013/2014

NINOS DU BRASIL + ELECTRO AFTERSHOW – 7 FEBBRAIO AL DEPOSITO

Apertura Porte ore 22
Ingresso 10 euro

Segui l’evento su facebook
https://www.facebook.com/events/1036455049714718/

Batucada, minimal, electro-punk.
Questo sono i Ninos che, nel giro di 2 dischi (N.D.B. e Novos Mistérios), sono arrivati a pubblicare sulla DFA Records (sì, sì, quella rispettatissima di James Murphy degli LCD SoundSystem).
L’Associazione Culturale KACTUS e IL DEPOSITO portano sul palco un progetto le cui origini e provenienza sono rimaste avvolte nel mistero più nero fin da quando si è cominciato a parlare di loro. Dediti a un’ardita quanto improbabile commistione di batucada e noise, samba ed elettronica, le loro sporadiche apparizioni live sono immediatamente divenute leggendarie e mitologiche probabilmente anche perché, non curanti del contesto (sia una sfilata di moda piuttosto che un lercio dimenticatoio in Belgio, il Festival Dissonanze o la Biennale di Architettura di Venezia) sono sempre riusciti a trascinare tutto il pubblico in scomposte quanto liberatorie danze. Chi li ha visti narra di esperienze memorabili 17535Kactus_Logo1in grado di condensare in meno di mezz’ora le parate carnevalesche di Bahia, la fisicità dei concerti hardcore, la coralità delle tifoserie della curva e la techno primordiale triturata a cuica, congas, campane, jambè, rulli, piatti, claves, maracas, fischietti, campanelli e richiami per animali.

https://www.youtube.com/watch?v=kkOO4i4VxTM

Nico Vascellari, considerato internazionalmente uno degli artisti visivi più importanti della sua generazione, è conosciuto in ambito musicale non solo per With Love ma anche per Lago Morto, dei quali è creatore oltre che cantante, e per le collaborazioni eterogenee ed eccellenti con musicisti come Prurient, Stephen O’Malley, Ghedalia Tazartes, Z’EV e Aaron Dilloway per non citarne che alcuni.
Nicolò Fortuni (già batterista in bands come i sopracitati With Love, la punk band Ohuzaru ed i Man on Wire) è stato la voce degli Smart Cops, il gruppo che e’ riuscito a trasformare le barzellette e i luoghi comuni sulle forze dell’ordine nelle migliori hit punk/hardcore degli ultimi anni.

Lasciatevi rapire dai Ninos..non ve ne pentirete.

Giornate del Cinema Muto all’insegna della spettacolarità – Pordenone, 4 al 11 ottobre

CHAPLIN_05pÈ la spettacolarità l’elemento che caratterizza la 33a edizione delle Giornate del Cinema Muto, al Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone dal 4 all’11 ottobre prossimo (con replica dell’evento con l’orchestra domenica 12 ottobre).

Difficilmente il pubblico potrà resistere al desiderio di vedere sul grande schermo attori leggendari come John Barrymore, Chaplin o Douglas Fairbanks. O film mitici come Ben Hur, I Nibelunghi o Il pirata nero, kolossal che ancora oggi sorprendono per la ricchezza dei  mezzi utilizzati per la loro realizzazione. Una ricchezza non disgiunta dalla ricerca tecnica e dal rigore stilistico, come nel caso dei Nibelunghi di Fritz Lang, che a Pordenone viene presentato – nell’ambito della sezione dedicata al “Canone rivisitato” – nella versione integrale restaurata. Cinque ore di grande cinema, divise in due parti, Sigfrido e La vendetta di Crimilde, ispirate alla più famosa saga della letteratura tedesca e che si discostano parecchio dalla visione teatrale e musicale di Wagner.

Si è più volte notato lo sviluppo tecnico prodigioso che la settima arte era riuscita a compiere in meno di trent’anni, dalla sua nascita alla fine dell’Ottocento, ai capolavori degli anni ‘20 come appunto Ben Hur e I Nibelunghi. Ed è senz’altro prerogativa di un’istituzione ormai consolidata e celebrata anche oltreoceano come le Giornate, quest’anno pure sotto il patrocinio della Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea, la possibilità di presentare in un unico palinsesto la produzione di quei tre decenni. In questo contesto è significativo l’inserimento nel programma delle prime serate dell’omaggio di all’AIRSC, l’Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema, nel cinquantenario della sua fondazione. Vengono presentate 11 pellicole di datazione compresa tra il 1905 e il 1915, conservate per l’AIRSC alla Cineteca Nazionale di Roma e provenienti dal Fondo Josef Joye, una raccolta molto ampia di film delle origini. È anche un modo di rendere omaggio a colui che di questa collezione si era occupato per primo, favorendone la preservazione: il grande amico, nume tutelare e primo direttore delle Giornate del Cinema Muto Davide Turconi.

I FRATELLI BARRYMORE – WHEN A MAN LOVES

Entrando nel vivo delle proposte, i protagonisti della principale rassegna di questa edizione del festival sono i Barrymore, la più grande dinastia dello spettacolo d’America, dominatori della scena sin dall’Ottocento, passati dal teatro allo schermo con uguale successo. Sono stati la famiglia reale di Broadway e la famiglia reale di Hollywood fino ai giorni nostri con l’ultima discendente, Drew Barrymore. A Pordenone si vedranno le pellicole del periodo d’oro di Lionel, Ethel e soprattutto di John Barrymore, divo assoluto per la straordinaria presenza scenica e per l’avvenenza, dalla vita tumultuosa e sregolata. Sarà proprio John Barrymore nel ruolo del Cavaliere des Grieux, a fianco della splendida Dolores Costello, sua futura moglie (entrambi sono i nonni di Drew), a inaugurare il festival con il film When a Man Loves (Per amore di una donna), versione cinematografica di Alan Crosland della Manon Lescaut. La serata – realizzata con il sostegno della Fondazione CRUP – ripropone tale e quale la prima di New York del 3 febbraio 1927, con la colonna sonora Vitaphone composta da Henry Kimball Hadley, considerato all’epoca uno dei maggiori compositori americani. Perfettamente integrata con le immagini e i personaggi, è una delle migliori sincronizzazioni che ci arriva dagli albori del sonoro. Completano il programma alcuni cortometraggi canori Vitaphone – due con Beniamino Gigli, Giuseppe De Luca, Marion Talley e Charles Hackett in alcuni estratti da Rigoletto. Saranno distribuiti al pubblico, in facsimile, i programmi di sala originali del 1927.

John Barrymore è anche Beau Brummel nell’omonimo film del 1924, il poeta quattrocentesco dalla vita tumultuosa François Villon in The Beloved Rogue (1927), ancora di Alan Crosland, e il dottor Jekill e Mister Hyde nella versione di John S. Robertson del 1920.

Ritroviamo invece Lionel Barrymore nel dramma sulla guerra civile The Copperhead, nel famoso dramma ottocentesco The Bells e in The Eternal City, i cui due rulli sopravvissuti rappresentano uno dei più interessanti ritrovamenti degli ultimi tempi. I costi per la digitalizzazione, che ha reso possibile la presentazione alle Giornate, sono stati generosamente sostenuti dal Rotary Club di Pordenone.  Girato a Roma nel 1922 da George Fitzmaurice, il film è un panegirico hollywoodiano su Mussolini e il fascismo e vede la partecipazione del Duce e del re d’Italia Vittorio Emanuele III. Lionel interpreta il capo dei comunisti, rappresentato come un autentico criminale.

I CENTO ANNI DI CHARLOT – LUCI DELLA CITTÀ

Come il resto del mondo, anche le Giornate del Cinema Muto dirette da David Robinson, biografo ufficiale di Chaplin, festeggiano il centenario di Charlot, apparso per la prima volta sullo schermo nel gennaio 1914. A lui è dedicato l’evento speciale di chiusura, l’immortale capolavoro City Lights (Luci della città, 1931) accompagnato dal vivo con la partitura dello stesso Chaplin restaurata da Timothy Brock ed eseguita dall’Orchestra San Marco di Pordenone diretta da Günter Buchwald. Lo spettacolo, che sarà replicato al Teatro Verdi domenica 12 ottobre, è realizzato grazie al sostegno della Banca Popolare FriulAdria.

Un altro momento legato a Chaplin sarà la performance di Ichiro Kataoka, la star benshi giapponese che torna alle Giornate dopo lo scorso anno. L’arte del benshi – l’attore che accompagnava i film muti in Giappone, commentando lo sviluppo della vicenda e dando voce a tutti i personaggi – è stata tramandata di generazione in generazione, e Kataoka-san è l’erede diretto di cento anni di tradizione. Oltre a un classico giapponese, il film storico Kenka Yasubei (tr. it. L’irascibile Yasubei), commenterà e animerà quattro corti di Chaplin – dimostrando la vastità del repertorio, anche internazionale, su cui erano tenuti a lavorare i benshi e allo stesso tempo l’universalità di Charlie Chaplin.

GLI ALBORI DEL TECHNICOLOR – BEN HUR E IL PIRATA NERO

Un’ampia rassegna con trenta film completi e alcuni significativi estratti a colori celebrano il centenario della Technicolor. Fra i titoli più noti, che saranno proposti in due prime serate, la brillante commedia avventurosa The Black Pirate (Il pirata nero) in cui Douglas Fairbanks sfoggia alcune delle sue più spericolate prodezze acrobatiche, e il leggendario Ben-Hur con Ramon Novarro, prodotto dalla MGM e diretto da Fred Niblo. C’era già stato un film muto ispirato alla stessa storia nel 1907, ma il grande successo internazionale arriva con questa versione del 1925, anticipando quello del film di William Wyler che alla fine degli anni ‘50 farà incetta di Oscar e decreterà il trionfo della breve stagione della Hollywood sul Tevere. La storia intorno al film di Fred Niblo (fra i cui assistenti figura anche il giovane Wyler) è ricchissima di aneddoti, come la partecipazione non accreditata del gotha hollywoodiano: Gary Cooper, John e Lionel Barrymore, Joan Crawford, Marion Davies, Douglas Fairbanks, Harold Lloyd, Mary Pickford, Lillian Gish, Carole Lombard, Fay Wray e tanti altri ancora. Partecipazioni probabilmente dovute al grande feeling che il regista aveva con le star. Era stato lui a dirigere Rodolfo Valentino e sarà sempre lui a dirigere Greta Garbo. Con il protagonista di Ben Hur, Ramon Novarro, tenterà ancora di riproporre il mito maschile alla Valentino, ma il successo e l’interesse del film va ben oltre il protagonista e risiede principalmente nelle grandi scene d’azione molte delle quali girate in Italia, a Roma, Anzio e Livorno.

…E MOLTO ALTRO…

La messe di proposte di questa edizione delle Giornate include la rassegna “Risate russe” a cura di Peter Bagrov del Gosfilmofond di Mosca, che quest’anno porta a Pordenone le commedie di Yakov Protazanov. Da Kiev arriva una piccola ma significativa selezione di film di animazione ucraina. L’annuale selezione di Paolo Cherchi Usai per il “Canone rivisitato” include – insieme ai Nibelunghi – Regeneration di Raoul Walsh, Herr Arnes Pengar (Il tesoro di Arne) di Mauritz Stiller, Die Liebe der Jeanne Ney (Il giglio delle tenebre) di G.W. Pabst e Tempeste sull’Asia di Pudovkin. Ampio spazio sarà dato come sempre al cinema delle origini. Oltre che nell’omaggio all’AIRSC, i primi anni del cinema saranno degnamente celebrati con quattro pellicole di Georges Méliès con colorazione a mano di squisita fattura e con i film dei pionieri Paul Nadar e Frank Ormiston-Smith. Dalla collezione dell’Università di Waseda arriva inoltre una selezione di titoli giapponesi risalenti agli anni 1909-1916, pochissimi dei quali sono stati visti in Europa, mentre dall’inesauribile collezione Desmet dell’EYE Filmmuseum di Amsterdam provengono alcuni film dedicati alla rivoluzione sociale e culturale seguita all’avvento dell’automobile in epoca prebellica.

A conferma dell’attenzione che le Giornate dedicano quest’anno all’incontro fra il cinema muto e il sonoro, una delle presentazioni più emozionanti e per certi versi più sorprendenti – resa possibile dal ritrovamento a Vienna dei dischi originali – è la versione sonorizzata del 1930 della Corazzata Potëmkin, realizzata in Germania con la partitura orchestrale originale del viennese Edmund Meisel, supervisionata dallo stesso compositore.

Grazie all’incessante lavoro degli archivi di tutto il mondo, non è mai stata così nutrita la schiera dei nuovi ritrovamenti e restauri, fra cui spiccano il mitico adattamento di Conrad Wiene di La potenza delle tenebre di Tolstoj – ancora dalle collezioni della Waseda University di Tokyo – e la commedia drammatica a lungo considerata perduta, Synthetic Sin con Colleen Moore, un altro dei primi film hollywoodiani sincronizzati, ora restaurato grazie alla collaborazione fra la Cineteca Italiana di Milano e la Warner Bros.

Info: www.giornatedelcinemamuto.it / info.gcm@cinetecadelfriuli.org / 0434 26810

(comunicato stampa)