I giorni dell’assenzio – Immacolata solitudine (Ridens Records, 2014)

Immacolata solitudineImmacolato, bianco, puro, integro. L’aggettivo del titolo è fuorviante, vi avverto. I giorni dell’assenzio sono ruvidi, cantano odi stracciate, poco hanno a che fare con il candore, di più li riguarda il rosso della copertina del loro primo disco.
Solitudine, lontananza, isolamento, silenzio. L’aggettivo che precede questa parola potrebbe farci pensare all’eremo di qualche santo, al ritiro ascetico di uno spirito lontano dagli stravolgimenti del cuore e delle passioni.
Di nuovo vi avverto: la solitudine dei Giorni dell’assenzio affonda le mani nei vuoti dell’anima, nella fame dell’amore, nell’irrazionalità che poco ha a che fare con l’ascetismo.
Me lo sono chiesto il perché di questo tiolo. Mi sono data una risposta che è assai probabile non abbia mai sfiorato la mente di qualcuno della band, ma si sa, anche le canzoni sono di chi le ascolta, non solo di chi le scrive e le esegue.
La mia risposta è stata che l’anima di questo disco sta nel vuoto che crea l’incontro dei due signifati: così algidi e freddi, scavano un solco in cui scorre l’abisso del loro contrario. A questo vi dovrete preparare: al porpora, ai giganti, al male amore, alla radioattività…
Immacolata solitudine (Ridens Records, 2014) succede a un Ep, pubblicato a seguito della vittoria di Mattia (chitarra), Tania (basso) e Mauro (batteria) del contest “Songs forMagg1o” (2012), nel teatino.
Questo album d’esordio della giovane band ci regala un bell’ascolto indie rock, di ispirazione scismatica.
I testi sono poetici rabbiosi estratti di un quotidiano sofferto, forse poco valorizzati nella loro originalità da dei riff di chitarra sovente ripetitivi. I giorni del’assenzio ci sanno fare già molto con le parole, forse devono acquistare maggiore perizia con la composizione musicale o, al contrario, abbandonare uno stile d’effetto, com’è certo il coro lanciato su una chitarra sfrenata, per trovare il loro suono, che li vesta più adeguatamente.
Primo brillante lavoro, da provare di certo live!